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Lo stupro inventato: giocava a fare la prostituta

la vera storia della ragazza di piazza di Spagna

Giocava a fare la prostituta cercando clienti sotto casa o nei pressi di piazza di Spagna. D'accordo con il fidanzato, che peraltro sostiene di essere soltanto un amico. Dopo i dubbi maturati fin dai primi giorni dell'inchiesta, dopo la confessione in lacrime davanti ai pm Antonella Nespola è arrivato il colpo di scena: lo stupro di piazza di Spagna non è mai esistito. Per questo ieri sono scattate le iscrizioni nel registro degli indagati per la presunta "vittima", una 23enne, figlia di un noto industriale spagnolo, studentessa di Ingegneria, è accusata di simulazione di reato insieme all'amico di 43 anni.

Secondo chi indaga la sera del 18 febbraio è successo tutt'altro rispetto al racconto della giovane. Dopo esser stati in centro i due sono tornati in casa di lei, a San Giovanni, in via La Spezia. Attorno alle 23:30 la studentessa è uscita a caccia di clienti ma c'è stato "l'incidente" che l'ha convinta ad inventare lo stupro: durante un rapporto sessuale il preservativo si rompe e la giovane teme di poter rimanere incinta. Per questo ha finto di esser stata violentata: una scusa per farsi prescrivere in ospedale la pillola del giorno dopo. La studentessa ha confidato al magistrato che quella non è stata l'unica sera in cui ha giocato a travestirsi da prostituta. Era un passatempo abbastanza frequente, da dividere con l'amico con cui è ora indagata.
 
 

[16-03-2011]

 
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