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Ue: il Lazio invecchia troppo

Un terzo della popolazione sarÓ over-65 entro il 2030

Circa un terzo della popolazione del Lazio avrà oltre 65 anni da qui al 2030. Lo indicano le ultime stime di Eurostat, l'ufficio statistico dell'Unione europea. In base ai calcoli dell'autorevole istituto, il Lazio vedrà calare il numero complessivo dei suoi abitanti in particolare a causa di una flessione nelle nascite. Allo stesso tempo si registrerà un rapido aumento del numero di anziani. Gli ultrasessantacinquenni passeranno da poco meno di un milione attualmente a circa 1,5 milioni nel giro di una quindicina di anni.

Se da un lato questo significa che la qualità e le aspettative di vita vanno costantemente migliorando, dall'altro la stima solleva non pochi motivi di preoccupazione visto che il rapporto tra anziani e adulti in età lavorativa calerà in modo repentino: se oggi in Lazio c'è un pensionato ogni quattro lavoratori, nel 2030, in base ai dati demografici a disposizione, a sostenere quell'anziano saranno soltanto due lavoratori. Il problema coinvolge tutta l'Italia e anche molti altri paesi dell'Unione europea, ma in Lazio si svilupperà con particolare rapidità nel prossimo quindicennio, al punto che la regione entrerà nella lista già abbastanza affollata delle aree italiane con gravi scompensi demografici, al momento concentrati solo al centro-nord.

Fare più figli sarebbe certo la soluzione più scontata, ma le politiche pro-nascite non sempre danno frutti immediati e dell'entità attesa. Per evitare un pesante squilibrio demografico, l'unica soluzione a breve termine appare dunque essere quella di far aumentare il numero di giovani immigrati: a politiche invariate già oggi si può dire che la popolazione laziale calerà nei prossimi anni soltanto di poche centinaia di migliaia di unità grazie all'apporto degli immigrati. Senza di loro in Lazio nel 2030 ci sarebbero oltre 2 milioni di persone in meno rispetto ad oggi.

[29-03-2007]

 
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