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Il pallonaro Lazio
 
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Roma: benzina derby. Lazio: vietato voltarsi indietro

I giallorossi, per l'ennesima volta, risorgono nella stracittadina. Per i biancocelesti il derby č un tabų. E la lotta Champions si accende.

La sensazione di dejà-vu è forte. Per la terza volta in stagione una Roma in difficoltà trova nella stracittadina l'àncora di salvezza insperata, lo slancio per ripartire, per spazzare via polemiche e amarezze di una stagione con più bassi che alti. Per la Lazio è l'opposto: proprio quando condizione e risultati sembrano sorridere ai biancocelesti, il derby rischia di cancellare di colpo quanto di buono fatto fino a quel momento, mettendo a nudo difetti e insicurezze di una squadra fragile quando arriva il momento della svolta.

MOMENTO ROMA - Sarà pure un traghettatore ma intanto Montella una certa continuità di risultati, almeno in campionato, l'ha data. A parte la negativa parentesi europea, figlia di un turno già compromesso all'andata, la Roma non perde in campionato da quattro partite. La squadra dà l'impressione di essersi compattata, libera da pressioni e priva ormai di qualsiasi tipo di alibi. L'addio di Ranieri non avrà dato una sferzata decisiva ma ha certamente allentato tensioni presenti fuori e dentro lo spogliatoio. Il recupero completo di giocatori come Totti e Pizarro fa guardare con fiducia rinnovata agli ultimi due obiettivi di una stagione ancora difficile da decifrare: se la qualificazione Champions e la Coppa Italia verranno centrate, la Roma potrebbe, paradossalmente, fare meglio dell'anno scorso, almeno a livello di risultati. Il trittico Fiorentina-Juventus-Udinese costringerà i giallorossi a scoprire subito le carte, sull'onda lunga del successo appena ottenuto.

MOMENTO LAZIO - Reja non è un uomo derby e questo ormai lo si è capito. Che abbia contro Ranieri o Montella, il risultato non cambia. I biancocelesti, da circa un anno a questa parte, vivono male la stracittadina: la squadra è molle, impaurita, poco decisa. Sembra che i giocatori soffrano psicologicamente la gara, quasi in preda a una "sindrome derby", una sorta di autoconvinzione che, per un motivo o per l'altro, la sconfitta arriverà. Le scuse, però, stanno piano piano diminuendo e arbitraggi sfavorevoli, sfortuna e assenze non bastano da soli a spiegare scelte dell'allenatore e prestazioni dei singoli nettamente al di sotto delle aspettative. Reja ha seri problemi con la fase offensiva e fa poco per risolverli, lasciandosi andare a sostituzioni sempre più tardive e cervellotiche. L'allergia al derby non deve però distogliere la Lazio da un obiettivo ancora possibile. Ora arrivano Cesena, Napoli e Parma e sarebbe letale non ripartire subito.

La lotta Champions si fa sempre più serrata e le due romane saranno sicure protagoniste, in lizza per un posto (o forse due?) nell'Europa che conta.

Valerio Lazzari

[13-03-2011]

 
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