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6 Nazioni, l’Italia batte la Francia

Impresa degli azzurri tra le mura del Flaminio: la meta di Masi e i calci di Bergamasco valgono lo storico successo per 22-21 sui francesi

12 marzo 2011: ricordatevi questa data, appassionati di rugby, perché da oggi vada come vada la storia dell’Italia in questo sport non sarà più la stessa. Ricordatevi bene il secondo tempo di questo pomeriggio, ricordatevi la meta di Masi, ricordatevi l’infinita rincorsa ad acciuffare i francesi e poi quella punizione di Mirco Bergamasco, ricordatevi le lacrime di Parisse alla fine della partita. Ricordatevi questa giornata, appassionati di rugby: perché è oggi che l’Italia ha battuto per la prima volta la Francia in una partita di 6 Nazioni.

L’inizio è incoraggiante, gli azzurri passano già al 2° minuto con una punizione di Mirco Bergamasco. Non c’è spettacolo sul campo: i galletti ci mettono un bel po’ a carburare ma lentamente alzano il ritmo e al quarto d’ora vanno in meta. La velocità di Clerc è troppa per Canale, che non può bloccare l’ala francese. Non c’è la trasformazione di Parra, che però dopo un paio di minuti calcia tra i pali la punizione del 3-8. È una partita che non decolla: la Francia non è in giornata, a volte l’eccesso di confidenza rischia di costare caro, ma nei punti d’incontro le battaglie sono durissime. In mischia chiusa, poi, i galletti dettano legge. L’Italia però non perde il treno della partita, accorcia con il piede di Bergamasco e riesce a chiudere sul 6-8 un primo tempo fatto di cuore, difesa e fatica.

Nel secondo tempo l’Italia si fa subito sotto ma è il piede di Parra a marcare i primi punti. Mallett stavolta non aspetta e manda in campo forze fresche: dentro Ghiraldini e Perugini già dopo cinque minuti. In realtà l’avvio di secondo tempo è comunque di marca francese tanto che al 12° è proprio il mediano di mischia dei galletti a planare palla in mano in mezzo ai pali: Trinh-Duc taglia in due la difesa azzurra e scarica facile per Parra. Trasformazione realizzata e punteggio che vola sul 6-18: sembra l’inizio del solito pomeriggio italiano, con gli avversari che dopo un primo tempo in equilibrio dilagano. Non è così, il bello comincia adesso anche se non si direbbe: Bergamasco fallisce due calci di punizione ma non c’è tempo per stare a pensare a quel che poteva essere perché gli azzurri vanno in meta. L’azione è bellissima: Benvenuti trova il varco giusto, si porta appresso due francesi e avanza verso la linea di meta. Potrebbe scaricare per l’accorrente Garcia, ma la palla non si stacca dalle mani di Benvenuti che viene portato giù: Semenzato è rapidissimo a raccogliere e ad appoggiare la palla per Masi (splendida prova per lui, oggi: alla fine Man of the Match) che alla bandierina schiaccia l’ovale. Il Flaminio esplode, Bergamasco non fallisce il calcio di trasformazione e l’Italia scopre di essere vicinissima nel punteggio: 13-18. La Francia capisce che qualcosa non va, ma raddrizzare una partita non bellissima in corsa è cosa complicata anche perchè Bergamasco piazza ancora e accorcia sul 16-18. Trinh-Duc prova a dare ossigeno ai suoi tentando un drop che esce di poco. Non sbaglia invece Parra che al 28° mette tra i pali la punizione del 16-21 praticamente da metà campo. Ma il vento è girato. Lo sanno i francesi, lo capisce il Flaminio che comincia a ribollire, lo capiscono gli azzurri in campo che pescano energie chissà da dove e cominciano a caricare gli avversari: a testa bassa, trascinati da un Masi strepitoso, cattivi e decisi. L’Italia non esce più dalla metà campo francese, non c’è spettacolo ma di sicuro c’è intensità e i galletti si trovano di fronte a un incubo che di certo non pensavano di dover vivere. Perché di fronte hanno un’Italia indemoniata e non possono fare altro che concedere falli. Così al 30° l’ovale calciato da Bergamasco in mezzo ai pali per il 19-21 spalanca le porte ai dieci minuti che gli appassionati di rugby non dimenticheranno. L’Italia infatti capisce che stavolta non si può proprio buttare l’occasione, che si sta facendo la storia e la storia prende le sembianze di una punizione concessa agli azzurri al 35°. Bergamasco posiziona l’ovale, il Flaminio trepida, qualche fischio di paura dagli spalti da parte dei francesi, ma la palla vola lo stesso tra i pali per quel sorpasso cercato e meritato: 22-21. La luce per la Francia si spegne del tutto, c’è poco tempo e poche forze per ribaltare una situazione complicata. C’era riuscita l’Irlanda nella prima giornata del 6 Nazioni, approfittando di alcuni errori azzurri. Ma stavolta l’Italia di errori non ne commette e inchioda i francesi in una mischia chiusa sui 22 senza concedere quella punizione che i galletti cercano. L’inno di Mameli riempie il Flaminio, tutti con lo sguardo alle lancette dell’orologio e all’arbitro. Fino a quel fischio di chiusura, che sancisce la fine di una partita e l’inizio di una nuova fase per il rugby italiano. Sì, gli azzurri hanno sconfitto i francesi.

Così dopo quattordici anni di attesa l’Italia batte di nuovo la Francia. Dopo quella giornata a Grenoble che ci valse l’ingresso nel 6 Nazioni, gli azzurri piegano i maestri transalpini. C’è poco da dire, dopo un pomeriggio così. Non c’è neanche spazio per le analisi, gli occhi sono pieni di belle cose e forse anche di lacrime. Masi, Semenzato, Zanni, la carica di Parisse, la voglia di andarsi a prendere una vittoria quando sembrava ormai impossibile. Le prime volte sono sempre belle, ma quando sono inaspettate diventano ancora più belle. Ci sarà tempo per correggere gli errori, per capire cosa non ha funzionato, per limare gli automatismi. Oggi però è festa, una festa talmente grande da non lasciare spazio ad altro.

Antonio Scafati

[12-03-2011]

 
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