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Produzione del latte: protesta degli allevatori

troppo alti i costi di produzione, profitti dimezzati negli ultimi anni

Alla fine il latte non è stato versato ma la Coldiretti ha deciso di organizzare una serie di scioperi della consegna del latte, che potrebbe quindi scarseggiare nei supermercati romani, a partire dal 16 marzo. Gli allevatori hanno protestato sulle rive dl Tevere denunciando i crescenti costi di produzione e i profitti in calo.

A determinare la serrata "bianca" è il prezzo a litro, oggi fissato a 38,50 centesimi, e che Coldiretti vorrebe aggiornare a 45 centesimi. "Dovevamo versare il latte nel Tevere per una provocatoria protesta, ma - affermano i vertici provinciali Coldiretti - abbiamo preferito non farlo per rispetto del prodotto e di chi lo lavora". Nei mesi scorsi si sono svolti più tavoli di concertazione e la Coldiretti fa sapere: "La regione Lazio si sta comportando bene a livello di gestione della vertenza. Ci sono dei finanziamenti che vogliamo utilizzare". Coldiretti, con la manifestazione di oggi, vuole anche informare i consumatori laziali sul fatto che circa la metà del latte che arriva sulle tavole dei cittadini arriva dall'estero. "La nostra è una forma di protesta provocatoria - ha detto il presidente regionale Coldiretti Massimo Gargano - perchè vogliamo capire che latte consumano i romani. Gli investimenti fatti nella campagne del territorio sono forti ma non interessano. La domanda è: vogliamo un'impresa zootecnica viva che assicura un prodotto fresco e di qualità?

Nel Lazio sono oltre 1.700 le imprese attive nella produzione del latte, numeri importanti per l’economia agricola laziale.

All’aumento dei costi di produzione per gli allevatori, negli ultimi tre anni si è aggiunto un calo –di circa il 70%- anche dei profitti medi nonostante siano aumentati i consumi.

 
 

[11-03-2011]

 
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