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Bothanica, tornano i Momix

Al Teatro Olimpico i ballerini illusionisti di Moses Pendleton

Da sempre legati all’Accademia Filarmonica Romana, che dal 1984 ospita a Roma tutti gli spettacoli della più famosa compagnia di ballerini-illusionisti, con “Bothanica” i Momix hanno aperto l’altra sera al Teatro Olimpico il Festival Internazionale della Danza, ideato da Accademia Filarmonica Romana e Teatro Olimpico.

Questo spettacolo dal fascino incontrastato per le mirabolanti serie di coreografie nasce da una fortissima passione per la natura di Moses Pendleton, fondatore e direttore della celebre e straordinaria compagnia statunitense di atleti della danza, un gruppo che ha conquistato il mondo con la sua capacità di evocare un mondo di immagini surreali, in uno show magico fatto di movimenti del corpo umano, costumi, giochi di luci e ombre.

Da sempre vicino all’ecologia, l’autore di coreografie imprevedibili ci guida ora nell’esplorazione di una natura affascinante, ma minacciata dall’irragionevolezza dell’uomo. Lo spunto è la morte delle api, guerrieri sconfitti in battaglia dalle forze dell’inquinamento. “Uno spettacolo il cui tema è il rapporto dell’essere umano col mondo naturale, quello fatto di piante, animali e anche minerali – spiega Pendleton– ma che resta comunque un work in progress”. Secondo il coreografo americano questo è “un viaggio all’interno di una natura meravigliosa e affascinante, minacciata dalla sconsiderate azioni dell’uomo. “L’ispirazione viene dal mondo dei fiori, degli insetti – aggiunge– ma anche dalla vita segreta degli alberi e delle rocce, che per me sono dotate di vita. In un momento dello spettacolo si vede una roccia che, come se fosse un utero, partorisce una donna bellissima”.

“Bothanica” inizia con l’inverno di un’aurora boreale, attraversa le tinte vivaci della primavera, continua con l’estate e finisce con l’autunno. “Il mio approccio è stato simile a quello poetico di Pablo Neruda – prosegue Pendleton – il mio poeta preferito, che leggo ogni mattina prima di andare a nuotare in un lago freddissimo. Ma ho cercato ispirazione anche nel ciclo delle Quattro Stagioni di Vivaldi, seguendone la scansione attraverso il violino di Anne Sophie Mutter, e nell’apporto suggestivo della musica di Peter Gabriel. In Bothanica ci sono ben trentacinque diverse fonti sonore. Nei nostri spettacoli cerchiamo di provocare quella che io chiamo ‘optical confusion’: un modo per eccitare i nervi del cervello e stimolare la creatività”.

Pendleton rivela infine di aver pensato a Bothanica insieme a sua moglie, la danzatrice e co-direttrice Cynthia Quinn, sperando che il pubblico lo vivesse come “entrare in un giardino, dimenticandosi di essere in un teatro e avendo la sensazione di trovarsi all’aria aperta, conquistato dalla nostra creatività, immaginazione e libertà”.

Botanica resterà in scena al Teatro Olimpico (Piazza Gentile da Fabriano) fino al 22 marzo.

Botteghino aperto tutti giorni, domenica compresa, dalle 10 alle 19 orario continuato. Telefono: 06.3265991.

[10-03-2011]

 
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