Giornale di informazione di Roma - Sabato 16 dicembre 2017
 
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Roma, l'umiliazione finale

Battuta 3-0 dallo Shakhtar, Ŕ fuori dalla Champions League. Borriello fallisce un rigore, Mexes espulso.

Nessuno pensava fosse facile, ma la Roma di quest’anno riesce a stupirci sempre. In negativo. E all’eliminazione dalla Champions aggiunge una triste coloritura d’imbarazzo. Fatta di giocatori decotti che in ogni stagione, in un modo o nell’altro, si ritrovano titolari. Di giocatori che, nelle sfide decisive, non perdono occasione per dimostrare un carattere da adolescente problematico, e non quello di un professionista. Di sedicenti fenomeni (e goleador) che lasciano traccia solo per le polemiche, mentre quando scendono in campo si eclissano. Di giocatori che hanno tenuto e tengono un comportamento che non sarebbe tollerato in nessuna squadra di nessuno sport professionistico.

Questa Roma (questa, e non quella che abbiamo immaginato, sognato, talora anche visto, e che purtroppo non esiste più) si scioglie contro lo Shakhtar Donetsk, la formazione di gran lunga più modesta fra quelle arrivate agli ottavi di Champions League. Si scioglie con un computo imbarazzante: sei gol subiti e due fatti, un rigore fallito, un’espulsione e un paio di episodi di rissa da centro sportivo di zone urbane degradate. Una Roma finita quasi per caso agli ottavi della massima competizione europea, dalla quale esce, per citare Altan, unendo l’inutile allo sgradevole: asfaltata dagli ucraini, e palesando una mentalità da periferia estrema del calcio.

I giallorossi, senza Totti e con Borriello (chissà perché, poi…), durano in campo 18 minuti. Il tempo che basta a Willian per piazzare un cross basso da sinistra, su cui il velo di un Hubshman totalmente libero nell’area piccola evidenzia che Doni, per chi avesse avuto ancora dubbi, è ormai un ex portiere. Al 27’ Borriello prima si conquista un rigore, poi lo fallisce in modo miserrimo. E la Roma scivola sempre più giù, fino al 41’, momento in cui Mexes, già ammonito, compie l’ennesimo fallo su Luiz Adriano, e viene cacciato, affossando definitivamente le speranze degli uomini di Montella. Nel recupero De Rossi, lontano dagli occhi dell’arbitro, colpisce Srna con una gomitata, “colpevole” di uno sfottò.

Nella ripresa va in scena un copione abbastanza prevedibile: la Roma resta in campo fino al 13’, quando ancora Willian trova la via del gol, stavolta bellissimo, con un gran tiro a girare di destro sotto al sette. Da qui, qualche episodio da corrida (un fallaccio di Borriello ancora su Srna e una pallonata scriteriata di Pizarro) e, infine, il terzo gol, con Eduardo che supera Rosi come se quest’ultimo fosse un manichino di un grande magazzino e infila Doni.
Rifondazione. E’ questa l’unica strada che sembra percorribile, dopo una serata come questa, in cui – ci ripetiamo – il peggio sembra alla vigilia probabile, e nonostante ciò si riesce ad andare oltre l’immaginazione. E’ un gruppo che non c’è più, dal quale poter salvare pochissimi elementi, e più per evitare di ripartire da zero che per reale convinzione. Aveva ragione Ranieri (che resta il primo responsabile del capitale sportivo depauperato in questa stagione): ora non ci sono più alibi. La pazienza, invece, è terminata da tempo.

Simone Luciani

Shakhtar Donetsk-Roma 3-0

SHAKHTAR DONETSK: Pyatov; Srna, Chygrynskiy, Rakitskiy, Rat; Hubschman, Mkhhitaryan (22' s.t. Teixeira); Douglas Costa (15' s.t. Eduardo), Jadson, Willian; Luiz Adriano (30' s.t. Moreno). (Khudzhamov, Gai, Stepanenko, Ishchenko). All.: Lucescu.
ROMA: Doni; N. Burdisso, Mexes, Juan, Riise; De Rossi, Pizarro; Taddei (1' s.t. Rosi), Perrotta (40' s.t. Caprari), Vucinic (21' s.t. Brighi); Borriello. (Lobont, Castellini, Greco, Totti). All.: Montella.
ARBITRO: Webb (Ing).
MARCATORI: Hubschman al 18' p.t.; Willian al 13', Eduardo al 43' s.t.
NOTE: serata fredda, terreno in buone condizioni, spettatori 40.000 circa. Espulso al 41' p.t. Mexes per doppia ammonizione. Ammoniti Mkhhitaryan, Mexes, Srna, Pizarro, Perrotta, Riise. Recupero: 5' p.t., 3' s.t.

[09-03-2011]

 
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