Giornale di informazione di Roma - Giovedi 14 dicembre 2017
 
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La Virtus finalmente convince, ma il vero americano Datome

Superata nettamente ( 80 a 62 ) una Armani Milano lunga ma senz'anima.

La prestazione che non ti aspetti. La prima vera prova di forza di una squadra in emergenza continua, martoriata dagli infortuni e dalle scelte sbagliate, che durante il riscaldamento iniziale sembrava dovesse cedere di schianto sotto i colpi di 10 uomini 10 a disposizione di coach Dan Peterson.
Proprio lui poteva essere tra i protagonisti di un PalaLottomatica che seppur teatro di parecchie scorribande esterne in tempi recenti, sotto la guida romana di Filipposchi ha visto passare solo Siena. Invece "Il the coach Dan" resta fin troppo trattenuto a bordo campo tra smorfie facciali contrite per la sua Olimpia che troppo spesso soffre di black out addirittura peggiori di quelli virtussini.
Il palazzo torna a riempirsi dopo tempo immemore e la lega azzecca per una volta le designazioni arbitrali forse perché ci sono gli occhi di Sky a bordo campo. Si inizia con una Milano più determinata che però paga la non brillante percentuale realizzativa, mentre Roma resiste alle fiammate ospiti con un'ottima difesa condita però dalla scarsa attitudine a rimbalzo dei lunghi che stazionano dalle parti dell'Eur. Datome non sembra in serata per le due triple consecutive sbagliate e Filipposchi chiama time out sul 6 a 13 esterno.
Ci pensa allora Dasic a fare la voce grossa su ambo i lati del campo e permette a Roma di recuperare, nonostante il tristissimo contributo fornito sotto canestro da un assente Crosariolo cavalcato però a lungo da Filipposchi (1 solo punto per lui a referto con 1 su 6 dalla linea della carità). Anche Smith "il ragno" porta il suo contributo con l'oculata gestione che fa di lui il giovane coach, ed è proprio su una tripla di Vladimir Dasic che si chiude il primo quarto che vede Roma avanti 18 - 17.
L'opera viene continuata da tutta la squadra che piano piano emerge grazie alle idee ed alla dedizione in cabina di regia di Gordic, che libera così dal peso dell'impostazione un quantomai diligente Washington (l'altro USA in serata di grazia con 17 punti e 18 di valutazione), anche Traoré sostituendo lo spento Crosariolo mostra una grinta accompagnata da movimenti di classe che fruttano punti nel pitturato nonostante la modesta attitudine difensiva, ma ciò che viene fuori alla distanza è lo straordinario momento di forma di Gigi Datome che fa veramente per 3, recupera, stoppa, serve assist, è presente a rimbalzo e pur chiudendo con 12 punti ed uno 0 su 3 dall'arco è sua la valutazione più alta in casa Lottomatica (22).
Milano comunque è sempre lì con Pecherov, Hawkins e Greer, andando al riposo lungo sotto di una sola lunghezza.
Nel 3° quarto Roma riesce a scavare quel solco indispensabile (+13) per trascinare la gara verso le proprie sponde grazie ai punti della coppia Gordic - DWash, ma si carica di troppi falli per i pochi uomini a disposizione nelle rotazioni ed è così costretta ad un lungo digiuno ferma a quota 63, impotente di fronte alle molteplici soluzioni che permettono a Peterson di rientrare fino al - 4 firmato da un gioco da tre punti di Maciulis.
Ma è proprio qui che il saggio Saso Filipposchi muove il suo scacco al re.
Spazio a Charlie Smith che si alza dalla panchina e piazza due triple consecutive che piegano le gambe definitivamente alla metropoli lombarda, "Il Ragno" poi realizza pure i due personali ed infine si diverte su assist di "motorino" Washington a sigillare con una parabola a fil di sirena il + 28 finale.
La domanda a questo punto nasce spontanea: vuoi vedere che Filipposchi abbia trovato il modo di gestire ed accendere quando serve l'arma non convenzionale Smith?
Sarà il futuro a darci una risposta, per il momento senza fare troppi calcoli in classifica c'è bisogno di sfruttare la pausa dell'All Star Game per recuperare a pieno Angelo Gigli e magari ipotizzare un innesto tra i lunghi (troppo frettolosa forse la cessione di Heytvelt) in modo da arrivare a Cremona il 20 marzo spinti da quel vento di primavera che solo a Roma può cambiarti il corso di una stagione.

Cocco Rossi Stuart

[06-03-2011]

 
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