Giornale di informazione di Roma - Domenica 17 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Teatro Roma
 
» Prima Pagina » Cultura Roma » Teatro Roma
 
 

Il berretto a sonagli

Pino Caruso al Teatro Quirino nella celebre commedia di Pirandello per la regia di Giuseppe Dipasquale

Pino Caruso, Magda Mercatali e Loredana Solfiti sono i protagonisti de “Il berretto a sonagli” di Luigi Pirandello, in scena al Teatro Quirino fino al 13 marzo per la regia di Giuseppe Dipasquale.

Si tratta della prima volta nel ruolo di Ciampa per l’attore siciliano, chiamato a scrivere il proprio nome accanto a quello dei mitici interpreti dello scrittore pirandelliano, ferito nell'onore e “schiacciato” senza rispetto per i suoi sentimenti e la sua persona.

L'ambientazione è collocata alla fine degli Anni Dieci del secolo scorso, gli stessi in cui vennero alla luce le due versioni della commedia, rispettivamente in lingua siciliana e italiana, quest’ultima più corrente e qui adottata. Nella lettura registica, il relativismo pirandelliano di chiara marca e respiro europei  viene analizzato fino a fare emergere uno sfaccettato prisma di punti di vista, evidenziati attraverso innovative soluzioni sceniche e una piattaforma girevole, che offre visuali cangianti. L’odierna edizione mira allo scavo dello scontro dialogico, rendendo ancor più grottesca (e acremente comica) la "scordatura" delle tre "corde" che regolano l’uomo pirandelliano: la seria, la pazza, la civile. “Pino Caruso è un attore - spiega il regista - apparentemente fuori età, rispetto al quaranticinquenne Ciampa, ed invece tuttavia adattissimo per estrazione antropologica, per raffinatezza di cifra recitativa.

La cosiddetta estrazione antropologica di Caruso sta tutta nel suo essere un particolare tipo di siciliano. Artisti grandissimi come Turi Ferro e Salvo Randone prestavano al personaggio una energia e una vigorosità lontana dalla domesticata e bonaria fatalità che il ‘vecchio’ Ciampa esprime come vittima, e non carnefice. Dunque erano gli attori che davano a Ciampa maestosità”. Ma è proprio questo che Ciampa non ha e non deve avere. La sua vecchiaia lo incatena alla necessaria accondiscendenza verso la moglie. Lo rende prismatico e sofistico, più che prometeico. “Per quasi tutta la commedia – conclude Dipasquale - ragiona e regola l’andamento pericoloso della verità. Solo alla fine trova “la” soluzione: quella di ribaltare lo specchio della verità e fingerlo in pazzia. Solo lì Ciampa diventa Cotrone, trovando la sua lucciola di mago”.

A completare il cast, troviamo Dely De Majo, Giovanni Guardiano, Emanuela Muni, Enzo Gambino e Giada Colonna.
Le scene sono di Antonio Fiorentino, i costumi di Elena Mannini e le musiche  Gustav Mahler.

[03-03-2011]

 
Lascia il tuo commento