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Cronaca Giudiziaria
 
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Processo a Don Ruggero Conti: arriva la condanna

Dura la sentenza del giudice: 15 anni e 4 mesi di carcere e il risarcimento delle parti civili.

Il Tribunale di Roma condanna Don Ruggero Conti a 15 anni e 4 mesi di carcere, al pagamento di tutte le spese processuali e al risarcimento delle parti civili, per l’ammontare totale di oltre 230.000 euro, nonché al pagamento di una multa di 42.000 euro. Condanna inoltre l’imputato all’interdizione a vita dai pubblici uffici.

L’attesa - Pregavano a mani conserte, mentre aspettavano che dalla camera di consiglio uscissero i giudici con la sentenza. Erano le signore e i ragazzi della parrocchia della Natività di Maria Santissima, da questa mattina in attesa, sofferta ma composta, del verdetto sul loro “caro parroco”, che non hanno mai abbandonato, sostenendolo sempre, nel corso di più di due anni di processo.
Alle 17:30 suona la campana della sesta sezione del Tribunale penale di Roma, esce il giudice con la sentenza: Don Ruggero è condannato, è stato riconosciuto colpevole delle molestie, degli abusi sessuali compiuti ai danni degli allora minorenni ragazzini della parrocchia di Selva Candida, in una parola, pedofilia.
Durante la lettura della sentenza la gente commossa ha ascoltato in silenzio, poi il pianto e la rabbia: “Dovete vergognarvi! (rivolti ai giornalisti) Schifosi, l’avete messo in croce come Gesù Cristo!”. Don Ruggero è uscito dall’aula, scuro in volto ma composto e con una calma quasi irreale ha placato gli animi accesi dei suoi parrocchiani, e con passo lungo ha lasciato il tribunale.

Le parti civili – Hanno espresso piena soddisfazione le varie parti civile costituitesi durante il processo: l'associazione Caramella buona e anche l'esponente dei Radicali Mario Staderini, in sostituzione del Comune di Roma, che con tono polemico dichiara: “Se don Ruggero non pagherà i soldi del risarcimento, che sia la Curia a garantire i risarcimenti alle vittime. Sarebbe il minimo visto che i vertici ecclesiali pur informati non hanno mai avvertito la polizia, né hanno aperto un processo canonico”.

Le vittime - C’è anche un gruppo di ragazzi e di loro familiari costituiti nel procedimento come parti lese, vittime di abusi, che sono stati assistiti dell'avvocato Fabrizio Gallo, che dichiara: “Penso che abbiamo perso tutti. Una sentenza di condanna ci perde lui perché andrà in carcere, ma anche le parti offese perché ha rovinato irrimediabilmente delle persone. Con questa sentenza si è appurato che i fatti sono veri e che le vite di molte persone sono irrimediabilmente distrutte”.
Ci va giù pesante l’avvocato Nino Marazzita, che nel giudizio ha rappresentato l’associazione Caramella buona, quando promette: “Il prossimo passo che faremo è una denuncia nei confronti del vescovo. Lo farò come avvocato di due delle persone che hanno subito violenza e come presidente onorario della Caramella Buona. Denuncerò il vescovo per favoreggiamento perché pur essendo al corrente di quanto accadeva non è mai intervenuto decisamente per far sì che gli abusi non si ripetessero».

La difesa - «Ce lo aspettavamo. Il tribunale si è adeguato alla richieste del pubblico ministero. Il fatto che il pm abbia scelto di non fare repliche significa che era sicuro dell'esito del processo. Faremo appello, un appello più grande degli articoli che usciranno domani sui giornali». Così Patrizio Spinelli, legale di don Ruggero Conti, si sfoga al termine del processo.

Un processo che è solo al primo grado.

 Stefano Pesce

 
 

[03-03-2011]

 
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