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I premi Oscar 2011

Trionfa il cinema inglese

di Svevo Moltrasio

L’Acadamy Awards torna al classico: dopo le vittorie negli ultimi due anni di THE HURT LOCKER e THE MILLIONAIRE, pellicole dai temi e dalla messa in scena moderna, a trionfare questa volta è stata l’elegante ricostruzione storica de IL DISCORSO DEL RE. Il film dell’inglese Tom Hooper ha conquistato solo quattro riconoscimenti sui dodici in cui era in corsa, aggiudicandosi però i più importanti – oltre al film, anche la regia, la sceneggiatura originale e l’interprete protagonista Colin Firth -.

Come da tradizione le sorprese non ci sono state e le statuette sono andate tutte, bene o male, in mano ai favoriti dei pronostici. A onor del vero, fino a qualche mese fa, il primo grande candidato sembrava THE SOCIAL NETWORK, il film di David Fincher che aveva raccolto consensi unanimi dalla critica, prima americana, poi anche europea. Con l’alternarsi dei premi che anticipano gli Oscar si era però capito che sarebbe stata una gara a due, con il film di Hooper giorno dopo giorno sempre più accreditato. Fatto sta che chiusa la cerimonia, il film su facebook è il vero sconfitto della serata, avendo conquistato solo una statuetta di valore – per la sceneggiatura non originale – oltre che quelle per la musica originale e per il montaggio.

Già si grida allo scandalo, soprattutto tra il pubblico e la critica più giovane, dimenticando che gli Oscar hanno quasi sempre premiato pellicole dalla struttura classica a discapito di opere dalla messa in scena meno standardizzata. Nello specifico il film di Hooper racconta la storia scendendo nell’intimo dei personaggi, dando vita ad un affresco che si ricollega in realtà anche ai giorni nostri. La messa in scena è solida e supporta bene le magnifiche interpretazioni dei protagonisti. Non è un caso se la pellicola si è guadagnata lentamente i favori del pubblico, con incassi in costante crescita. Forse si poteva puntare a spartire i due premi importanti, concedendo almeno la regia a Fincher, ma si sono viste ben altre ingiustizie nella storia di questo premio.

Nella categoria degli interpeti, come sempre, nessun colpo di scena: detto di Colin Firth – meritato – era scontatissima la vittoria della strombazzata Natalie Portman de IL CIGNO NERO – solita prova fisica e appariscente che colpisce l’Academy e un certo tipo di pubblico -. Prevedibili anche i due interpreti non protagonisti, entrambi da THE FIGHTER, Christian Bale e Melissa Leo. L’Academy ha puntato ad una equa distribuzione dei premi nelle categorie tecniche, con quattro riconoscimenti ad INCEPTION di Christopher Nolan – tra cui la fotografia – e due al pessimo ALICE IN WONDERLAND di Tim Burton – le scialbe scenografie e i costumi tra il kitsch e il trash -. Il premio al film straniero se l’è aggiudicato la danese Susanne Bier con IN UN MONDO MIGLIORE. Cartone animato, immancabilmente, alla Pixar di TOY STORY 3. Sono rimasti a mani vuote i Coen de IL GRINTA – pellicola che probabilmente era all'altezza solo per la fotografia – e il Danny Boyle di 127 ORE – una cretinata che non meritava mezza nomination -. Nel solito giochino nel gridare agli ingiustamente esclusi, ci limitiamo ad indicare un solo nome: il Roman Polanski de L’UOMO NELL’OMBRA.

 
TAG: - oscar
 

[28-02-2011]

 
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