Giornale di informazione di Roma - Domenica 25 settembre 2016
 
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Rassegna stampa estera
 
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Il cammino di Trump verso la Presidenza

Gli USA hanno un peso mondiale non indifferente per questo, le elezioni presidenziali americane, vengono seguite con entusiasmo un po’ da tutto il mondo.

Dopo la bella storia di Obama che è stato il primo presidente afroamericano, in molti pensavo che la favola si sarebbe ripetuta con Hilary Clinton per avere il primo presidente donna. La storia sembra essere più complicata del previsto da  quando è entrato in scena il magnate Donald Trump.
 
Sebbene nessuno gli dette molta fiducia all’inizio, Trump è sulla buona strada per sconfiggere i suoi avversari alle primarie repubblicane per la presidenza. Per vincere bisogna raggiungere raggiungere quota 1.237 delegati su 2.472 ed in questo momento, Trump, è a 845 delegati.
 
Il vantaggio è netto rispetto agli altri candidati, Ted Cruz è a 559 e Marco Rubio a 171, quindi, quella che in molti pensasero fosse soltanto una trovata goliardica, rischia di portare sul podio delle elezioni presidenziali, Trump come candidato dei repubblicani. Addirittura, anche alcuni esponenti del suo stesso partito, come Mitt Romney, si sono schierati contro di lui ma, Donald Trump, ha saputo condurre un’intelligente campagna elettorale che fin’ ora gli ha portato successo.
 
Donald Trump piace per il suo modo diretto di dire le cose, non ha peli sulla lingua e non ha paura di dire  che non appoggierà, nel caso dovesse perdere le primarie, il candidato repubblicano alla presidenza. Trump è politicamente scorretto, prende in giro senza remore chiunque ed anche giornalisti e disabili finiscono nel suo mirino. Tra chi si schiera contro Trump c’è anche Mark Zuckerberg, il quale ha preso posizioni nettamente contrarie alla politica sull’ immigrazione del repubblicano. Secondo il fondatore di Facebook infatti, piuttosto che espellere gli irregolari e chiudere le porte agli immigrati, una politica più inclusiva, sarebbe più conveniente e creerebbe maggiori posti di lavoro.

Tuttavia, Trump, è ancora in testa alle primarie e si prende anche il tempo per revisionare i suoi affari. Poco tempo fa, infatti, il magnate ha venduto il Trump Taj Mahal di Atlantic City a Carl Icahn. Ormai il casinò versava in cattive acque ed era già stata presentata l’istanza di fallimento nel 2014 ma, nella speranza di una ripresa, Trump ha tenuto il 10% delle quote . Quindi, sebbene Trump sia impegnatissimo in questa campagna elettorale, trova sempre il modo di fare affari.
 
La strada delle primarie è ancora lunga e, che Donald Trump si candidi per la corsa finale alla presidenza, ancora non è detto, quello di cui siamo sicuri è che farà sicuramente parlare di sé. Gli USA hanno un peso mondiale non indifferente per questo, le elezioni presidenziali americane, vengono seguite con entusiasmo un po’ da tutto il mondo. Dopo la bella storia di Obama che è stato il primo presidente afroamericano, in molti pensavo che la favola si sarebbe ripetuta con Hilary Clinton per avere il 
primo presidente donna. La storia sembra essere più complicata del previsto da  quando è entrato in scena il magnate Donald Trump.

Sebbene nessuno gli dette molta fiducia all’inizio, Trump è sulla buona strada per sconfiggere i suoi  avversari alle primarie repubblicane per la presidenza. Per vincere bisogna raggiungere raggiungere quota 1.237 delegati su 2.472 ed in questo momento, Trump, è a 845 delegati. Il vantaggio è netto rispetto agli altri candidati, Ted Cruz è a 559 e Marco Rubio a 171, quindi, quella che in molti pensasero fosse soltanto una trovata goliardica, rischia di portare sul podio delle elezioni presidenziali, Trump come candidato dei repubblicani. Addirittura, anche alcuni esponenti del suo stesso partito, come Mitt Romney, si sono schierati contro di lui ma, Donald Trump, ha saputo condurre un’intelligente campagna elettorale che fin’ ora gli ha portato successo.

Donald Trump piace per il suo modo diretto di dire le cose, non ha peli sulla lingua e non ha paura di dire  che non appoggierà, nel caso dovesse perdere le primarie, il candidato repubblicano alla presidenza. Trump è politicamente scorretto, prende in giro senza remore chiunque ed anche giornalisti e disabili finiscono nel suo mirino. Tra chi si schiera contro Trump c’è anche Mark Zuckerberg, il quale ha preso posizioni nettamente contrarie alla politica sull’ immigrazione del repubblicano. Secondo il fondatore di Facebook infatti, piuttosto che espellere gli irregolari e chiudere le porte agli immigrati, una politica più inclusiva, sarebbe più conveniente e creerebbe maggiori posti di lavoro. Tuttavia, Trump, è ancora in testa alle primarie e si prende anche il tempo per revisionare i suoi affari. Poco tempo fa, infatti, il magnate ha venduto il Trump Taj Mahal di Atlantic City a Carl Icahn. Ormai il casinò versava in cattive acque ed era già stata presentata l’istanza di fallimento nel 2014 ma, nella speranza di una ripresa, Trump ha tenuto il 10% delle quote . Quindi, sebbene Trump sia impegnatissimo in questa  campagna elettorale, trova sempre il modo di fare affari. La strada delle primarie è ancora lunga e, che Donald Trump si candidi per la corsa finale alla presidenza, ancora non è detto, quello di cui siamo sicuri è che farà sicuramente parlare di sé.

[22-04-2016]

 
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