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Primo consiglio comunale, il discorso di Marino

"Dovremo essere degni di conquistare il cuore di Roma lavorando per il bene della città e dei nostri concittadini"

"Lasciatemi confessare l'emozione di prendere la parola da Sindaco - ha detto Ignazio Marino in Assemblea capitolina-, siamo nel cuore di Roma ma dovremo saperlo conquistare questo cuore lavorando per il bene della città e dei nostri concittadini. Dovremo essere degni nel mandato che ci è stato affidato, ognuno nel proprio ruolo".  "Da parte mia c’è tutto l’impegno a realizzare una chiara politica di attenzione alla qualità della vita nei quartieri della città, perché la socialità e l’aggregazione non vengano mai meno. Anche questa è cultura". "Non intendo disattendere le mie promesse tantomeno sul fronte culturale, consapevole come sono che la vita e il futuro della Capitale d’Italia devono necessariamente passare attraverso la riattivazione di questo percorso. Certo, ci vuole determinazione e persistenza, perché i problemi sono tanti e molto seri. Il mio intento e quello della mia Giunta è di riportare la cultura in tutti i quartieri della città. Dal centro alla periferia. È quello di decentrare e sostenere le iniziative esistenti e di crearne delle nuove".

Così Ignazio Marino alla prima seduta della nuova Assemblea Capitolina alla quale erano presenti tutti i 48 consiglieri eletti. E' stato il giorno dell’assegnazione degli incarichi a partire da quello di Presidente del Consiglio Comunale. È stato scelto Mirko Coratti, consigliere anziano che aveva già rivestito lo stesso incarico con Walter Veltroni. Franco Marino (Lista civica Marino) e Giordano Tredicine (Pdl) sono stati invece eletti vice presidenti dell'Assemblea. Il consigliere Marino avrà funzioni vicarie. A coadiuvare il lavoro di presidente e vicepresidenti dell'aula Giulio Cesare in qualità di segretari saranno l'esponente di Sel Gemma Azuni, per la maggioranza, e Dario Rossin, Fratelli d'Italia, per l'opposizione E subito sboccia la polemica da parte di chi è rimasto fuori dall’ufficio di Presidenza. “Trovo molto grave che i nostri elettori e quelli del M5S, circa 300 mila, non siano rappresentati nell'ufficio di presidenza” – ha spiegato Alfio Marchini fuori dall’aula. Dello stesso avviso anche Marcello De Vito, candidato sindaco del Movimento 5 Stelle.

[02-07-2013]

 
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