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E' morto Teodoro Buontempo

aveva 67 anni, politico di razza. Attivo da quasi 50 anni a Roma. Consigliere comunale dal'81 al '97. Deputato per 5 legislature

E' scomparso Teodoro Buontempo, politico da quasi 50 anni attivo sul territorio romano, soprattutto ad Ostia. Un politico di razza, sempre a destra, che non mollò mai. A dare l'annuncio della scomparsa del politico è stato il segretario nazionale della Destra, Francesco Storace, sul sito del Giornale d'Italia: "Teodoro Buontempo ci ha lasciato - è il titolo dell'articolo -. Il leone si è spento combattendo fino all'ultimo". Buontempo era stato colpito da una grave malattia ed era ricoverato in una clinica romana. Ancora non sono stati decisi né data né luogo dei funerali.

La storia - Teodoro Buontempo, 67 anni, è nato a Carunchio, in provincia di Chieti. Ha cominciato l'attività politica sin da giovane ad Ortona a mare, sempre in Abruzzo, dove ha diretto le organizzazioni giovanili dell'Msi. A 22 anni si trasferisce a Roma dove partecipa alle lotte studentesche. Dirigente della Giovane Italia, nel 1970 diventa il primo segretario del Fronte della Gioventù di Roma. E' stato deputato in cinque legislature, sempre nelle file di An e poi della Destra, e per 16 anni consigliere comunale di Roma dal 1981 al 1997. Dal dicembre 1993 al settembre 1994 ha ricoperto anche l'incarico di presidente del consiglio comunale. Nonostante la vicinanza a Gianfranco Fini, di cui in passato fu braccio destro, il 26 luglio 2007 annuncia la sua uscita da Alleanza Nazionale e partecipa alla fondazione della Destra di cui è presidente. Nel 2008 è stato candidato alla presidenza della provincia di Roma, di cui però poi divenne solo consigliere. Dal 2010, invece, è stato assessore alle politiche per la casa durante la giunta Polverini alla Regione Lazio. ''La politica - disse molto tempo fa durante la presentazione di un suo libro sui 16 anni di vita politica in Campidoglio - per valere deve lasciare un segno tangibile, da consegnare alla storia''. E lui, di segni tangibili, ne ha lasciati tanti con le sue battaglie politiche. Come quando, nell'estate del 1994 durante la giunta Rutelli, tenne un discorso di 28 ore filate in consiglio comunale durante una seduta sull'assestamento al bilancio. ''Er pecora'', come era soprannominato, parlo' ininterrottamente dalle 10 del venerdi' alle 14:30 del giorno successivo, intervenendo su ogni singolo emendamento: quel giorno ne erano in programma 335. ''Per la voce mangio acciughe'', informava i cronisti stupiti della sua maratona oratoria. O quell'altra, nel 1993, in cui si rifiuto' di lasciare l'Aula in seguito all'ennesima espulsione. Uscito dall'emiciclo si ancoro' all'orologio a pendolo nel settore della stampa. Nel 1991, quando era segretario provinciale dell'Msi-Dn, aiutato da altri missini stacco' nottetempo la targa stradale di Palmiro Togliatti a Cinecittà, sostituendola con una con su scritto ''viale vittime del comunismo''. Da deputato, nel 1995 conquisto' il maggior numero di giorni di sospensione dall'attivita' parlamentare, quindici, per aver occupato l'emiciclo. Nel 2008, insieme a Daniela Santanche', si fece chiudere dentro per protestare con Prodi dopo le dimissioni di Mastella da ministro della Giustizia. Per fare politica, ricordava, ''venni a Roma e vivevo in una 500''. La politica vera, quella di base, tra la gente e nelle sezioni. Buontempo per questo era stimato da tutti, camerati o compagni, amici o detrattori. Era considerato un ''pezzo'' di politica romana, un pezzo di valore, che coniugava passione e onesta'. Un politico d'altri tempi ma sempre pronto a cogliere i tempi che cambiavano

[24-04-2013]

 
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