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Il Pd apra le porte dell'esecutivo a tutte le forze in campo

L'errore più grande che Bersani possa commettere sarebbe quello di trincerarsi nella presunzione di potercela fare da solo

Di Enrico Ferrara

In questa delicata fase politica e istituzionale, incerta e pericolosa per la tenuta dell'intero sistema, tutto dovrebbe fare il Partito Democratico tranne che abbandonarsi ai facili entusiasmi cui sembra essersi adagiato dopo l'elezione dei presidenti delle Camere. Il rischio piú grande che possa commettere, ritrovata un'effimera e ingannevole sicurezza, sarebbe quello di trincerarsi, ora più che mai, nella consueta alterigia saccente, in una stanca e inopportuna sicumera, nella presunzione di poter condurre solo e solitario la difficile traversata istituzionale.

La situazione parlamentare di perfetto equilibrio tripolare getta una luce livida sulle concrete possibilità per un esecutivo Bersani di andare in porto, ancor di piú se la coalizione di centro-sinistra decidesse di perpetrare ostinatamente la strategia politica dell'isolamento e dell'arroccamento impensabile su posizioni e programmi non largamente condivisi.  

L'unica via d'uscita che si pone senza alternative alle coalizioni, almeno pro tempore, per assicurare una minima apparenza di stabilità é un governo di solidarietà nazionale, che possa rappresentare tutte le forze politiche e coagulare su di sè la responsabilità di un'emergenza ancora lungi dal termine e le istanze profonde di cambiamento istituzionale e politico. Il segretario Bersani, sebbene il suo ruolo lo renda difficile, deve cogliere la storica opportunità di costruire intorno a sè un esecutivo di partecipazione e dialogo, al quale è necessario collaborino tutti.

Un governo ampio e inclusivo, capace di resistere solo se coeso da un programma riformistico chiaro e condiviso, che vada ben oltre gli 8 punti e si apra alle proposte del centro-destra e del movimento 5 stelle.   Al contrario, trincerarsi, ingolosito e incosciente, dietro l'aspettativa e lo sfrenato desiderio di governare e occupare ruoli e poltrone, finirà per distruggere la legislatura e le sorti del paese. Il centro-sinistra, se davvero vuole passare alla storia e condurre da protagonista la battaglia piú difficile, dovrá essere capace di ricostruire quel "partito della maggioranza", ovvero quel tessuto di intese e di accordi, che seppero intrecciare, alla fine del 1800, Crispi e Giolitti. Solo impegnandosi a costruire le basi di un dialogo efficace, potrà superarsi lo stallo attuale.  

Il Pd, che per una tremenda legge elettorale ha l'onere di prospettare al Paese una valida soluzione di governo, non deve dimenticare di non essere maggioranza. Di non rappresentare le necessità e le speranze di tutti i  cittadini, ma di doverle comunque soddisfare insieme agli altri partiti.   Solo se affronterà le trattative con umiltà e spirito di concordia, potremo sperare in qualche risultato. Altrimenti, la china elettorale sarà irreversibile.


Twitter@enricoferrara1


 
 

[19-03-2013]

 
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