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Zingaretti-Radicali, campagna elettorale a colpi di querele

Il candidato del centrosinistra alla Regione Lazio promette battaglia dopo le accuse rivoltegli dai pannelliani

di Luca Siliquini

Già rivali alle elezioni, continueranno a esserlo anche dopo il 25 febbraio, soprattutto in tribunale. Tra il candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Lazio, l'ex presidente della Provincia di Roma Nicola 
Zingaretti, e i Radicali è frattura totale, una guerra a base di querele e denunce e non più soltanto di manifesti. I pannelliani puntano il dito contro il candidato governatore del centrosinistra, accusandolo di aver fatto pesare i suoi contributi previdenziali sulla Provincia di Roma grazie a una assunzione 'sospetta' da parte del partito. E proprio Zingaretti replica parlando di "macchina del fango" contro di lui e respingendo le accuse al mittente. Lunedì il candidato governatore radicale Giuseppe Rossodivita ha presentato un esposto alla Procura di Roma per conto di Marco Pannella. All'esposto sono stati allegati dei documenti relativi alla posizione contributiva di Zingaretti quando fu eletto presidente della Provincia di Roma, nel 2008. Il sospetto dei Radicali è che, ''poiché la legge sugli enti locali prevede che il consigliere possa richiedere alla Provincia il rimborso'' per il mancato guadagno, alcuni consiglieri ''avessero congegnato un meccanismo truffaldino: si fossero fatti assumere poco prima dell'elezione da società compiacenti che mai avrebbero pagato i loro stipendi in caso di elezione''. Parlando nello specifico di Zingaretti, presidente dell'ente dal 16 febbraio, i Radicali fanno riferimento alla sua assunzione, avvenuta il giorno prima, da parte del Comitato Provvisorio Pd Lazio. Secondo Rossodivita, lo stipendio concordato era ''di ottomila euro''. La Provincia -sempre secondo i Radicali- avrebbe dunque pagato per conto del datore di lavoro di Zingaretti circa centomila euro tra contributi e tfr. 

Neanche dirlo, Zingaretti non ci sta, e replica a spada tratta. ''La mia dichiarazione dei redditi è sempre stata on line", afferma. "Non c'è nulla di anormale né di illegale, e la questione è già stata chiarita nel 2009. Dal 1991 nella Sinistra Giovanile, e poi nel Pds, Ds e infine Pd, sono sempre stato dipendente del partito in maniera continuativa con assunzioni e riassunzioni determinate dai processi politici e dalle conseguenti trasformazioni giuridiche della ragione sociale del partito''. Per cui l'iniziativa dei Radicali, che a oggi corrono da soli dopo aver mancato tanto l'apparentamento con Zingaretti quanto quello con Storace, ''è un osceno tentativo di discredito di una persona perbene in piena campagna elettorale''. Tanto ha dichiarato sempre Zingaretti annunciando querela per diffamazione.

[13-02-2013]

 
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