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Regione Lazio, la Corte dei Conti riporta in auge gli scandali del mandato Polverini

Una relazione di 250 pagine mette in luci ammanchi per svariati milioni di euro

di Luca Siliquini

Potrebbe definirsi l'ennesimo brutto colpo, quello definitivo anzi, al governariato di Renata Polverini. Una relazione di 250 pagine redatta dalla Corte dei conti sulla Regione Lazio punta il dito sulla scarsa trasparenza del bilancio regionale. Stando ai magistrati contabili risultano infatti "soldi occultati dentro a voci di bilancio, consulenze non rendicontate, scarsa trasparenza". La maggior parte del materiale riguarda appunto la giunta Polverini, sebbene siano emerse parecchie falle anche nella precedente amministrazione di centrosinistra. Il dato più allarmante è un ammanco, nel 2011, da 9,7 a 9,93 miliardi di euro, secondo le cifre ufficiali. La voce dei fondi ai gruppi politici nel 2011, l'anno che farà da battistrada proprio agli scandali Fiorito-Maruccio, è sparita in mezzo ad altre 13, e per giunta col parere favorevole del Comitato di controllo - organismo presieduto da Carlo Ponzo del Pd -.

"La relazione della Corte dei Conti conferma l'autonomia contabile e la piena ed esclusiva responsabilità del Consiglio regionale sulla gestione dei propri fondi; rappresenta l'abnorme dimensione del debito finanziario che abbiamo ereditato ed evidenzia la propensione all'attribuzione di incarichi esterni e consulenze della giunta Marrazzo-Montino", spiega l'assessore al Bilancio della Regione Stefano Cetica. "Sono questi gli aspetti principali della relazione della magistratura contabile sul rendiconto generale del 2010 che, aprendo una finestra sul 2011, sottolinea come la Giunta Polverini abbia saputo stabilizzare lo stock di debito regionale e impedito, con il Patto regionalizzato, che gli Enti locali sfondassero il tetto del Patto di stabilità".

"Sui fondi dei gruppi", continua l'assessorato, "il documento impegna circa dieci pagine nella descrizione delle norme che attribuiscono al Consiglio regionale la piena autonomia organizzativa, amministrativa e contabile e di gestione patrimoniale, ampliata dallo Statuto regionale per quanto riguarda le forme di autonomia finanziaria e di bilancio. Secondo la Corte il Consiglio, oltre all'autonomia contabile, gode dell'autonomia di bilancio della quale si è dotata con legge statutaria e sottolinea come la responsabilità dell'amministrazione dei fondi destinati al Consiglio risulta essere in capo all'Ufficio di Presidenza, non mancando di denunciare le criticità della rendicontazione delle spese consiliari e il ruolo del Comitato regionale di controllo".

[19-01-2013]

 
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