Giornale di informazione di Roma - Venerdi 19 marzo 2010
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L’Unione Nazionale dei Consumatori ancora sul piede di guerra: “Scandaloso il costo degli SMS in Italia”. E’ quanto afferma Massimiliano Dona, Segretario generale dell’ L’Unione Nazionale dei Consumatori. Secondo le nuove normative europee sul roaming un sms inviato in un altro Paese europeo costa meno rispetto al messaggio mandato nella stessa città.
Il servizio SMS ha un costo pari a zero per i nostri gestori telefonici, si pensi alle tante promozioni che ci vengono offerte e che prevedono l’invio gratuito di tantissimi messaggi. Secondo Dona non è più accettabile che tutti i gestori guadagnino milioni di euro per un servizio pressocchè gratuito (per loro) a scapito dei tanti giovani che usano gli SMS come prima fonte di comunicazione.
Tutto questo viene confermato da studi effettuati presso l’università di Waterloo in Canada, secondo cui gli SMS vengono inseriti nello spazio libero del segnale di controllo, segnale che cellulari e antenne del gestore si scambiano tra loro continuamente a prescindere dalla presenza di un SMS da inviare, senza occupare banda maggiore o causare costi aggiuntivi all’operatore telefonico.
L’Unione Nazionale dei Consumatori ha chiesto subito l’intervento di Mister Prezzi, Roberto Sambuco nuovo garante per sorveglianza dei prezzi, in modo da costringere i nostri gestori a far adeguare il prezzo degli SMS a livello europeo. Secondo Dona “il Dott. Roberto Sambuco dovrebbe spiegare ai gestori che il vincolo di un costo massimo non è in contrasto con le regole della concorrenza, ma è la necessaria garanzia per gli utenti in un mercato che non perde occasione per fare speculazioni in danno dei consumatori, soprattutto i più giovani”.
Ovviamente tale notizia non è stata riportata dai giornali sulle cui pagine troviamo parecchie pubblicità di gestori telefonici che vedrebbero non bene la diffusione di una tale notizia. sperando vivamente che non solo l’Unione dei Consumatori ma anche il governo e tutte le parti in causa diano il loro sostegno così come è stato fatto per l’abolizione della percentuale sulle ricariche telefoniche.
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