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Di Manuela Navazio
L'esposizione raccoglie duecento opere che raccontano il condottiero, lo scrittore e il sottile politico, un brillante uomo di mondo, padre adottivo di Gaio Cesare Ottaviano, suo pronipote, destinato a succedergli con il titolo di Augusto. Una carriera politica, quella di Cesare, intrapresa in età ormai adulta, inconsueta per quei tempi, ma piena di successi dovuti alla sua intelligenza, alla dote dell'astuzia e ad una poliedrica personalità. Non a caso il percorso espositivo inizia con il celebre ritratto detto “Cesare Chiaramonti, delle collezioni dei Musei Vaticani, che rappresenta un Giulio Cesare in età matura, con le guance scavate dalle fatiche e dalle privazioni, la fronte alta e rugosa, lo sguardo penetrante, deciso e volitivo. Un ritratto realistico, “romano” e tuttavia idealizzato.
Con Cesare sono rappresentati anche i protagonisti della scena politica e sociale del suo tempo come Cicerone, Crasso, Marco Emilio Lepido e Pompeo, ultimo avversario, sconfitto da Cesare a Farsalo. Non possono mancare testimonianze di Cleopatra, donna di doti intellettuali e politiche non comuni, sovrana d'Africa di cui sono esposte il celebre ritratto ellenistico dei Musei Vaticani e l'eccezionale busto in basalto della sovrana proveniente dal Museo Egizio di Torino ritratta nei tradizionali costumi del faraone.
Indicativi dello sfarzo e dell'opulenza una serie di collana in oro utilizzate anche intrecciate agli abiti, agli specchi in argento, agli anelli e alle gemme preziose. La mostra si conclude con la risoluzione della crisi egiziana, apertasi con la dichiarazione di indipendenza da Roma da parte di Marco Antonio, e in particolare alla figura di Cleopatra, con la tela del grande pittore orientalista Jean André Rixen (1846-1924), in Italia per la prima volta e proveniente dal Muséè des Augustins di Tolosa: “La morte di Cleopatra”.Un progetto sfarzoso per celebrare una vita trascorsa nell'azione, militare e politica, tanto con gli alleati quanto in solitudine. Condottiero, capo carismatico, ma anche letterato, autore dei "Commentarii de bello Gallico" e "Commentarii de bello civili", costruttore lungimirante e innovativo, Cesare torna finalmente nella sua Roma.
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