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Era iniziata drammaticamente ma ha avuto un lieto fine la storia di Simona , una ragazza di 33 anni che si è incatenata nell'atrio dell'edificio dell'Ater per difendere la sua casa di Garbatella, da cui potrebbe essere sfrattata lunedì.
"Rimarro qui finchè l'Ater non mi darà una risposta", aveva detto. Risposta che, alla fine ha avuto dal presidente dell'Ater, Luca Petrucci, che le ha assegnato un appartamento a San Saba.
Simona, insieme al suo compagno e a suo figlio, vive in un appartamento in via Giustino de Jacobis dall'8 dicembre 2005, quando lo occupò perché, incinta di 8 mesi, non sapeva dove andare. "Ero da anni in lista per ricevere una casa popolare, racconta, avevo un contratto a progetto che mi interruppero durante la maternità".
Simona non ha mollato finchè ieri il presidente dell'Ater, dopo aver telefonato al responsabile del Comune Nicola Galloro, le ha comunicato "Ti è stato assegnato un appartamento a San Saba, puoi trasferirti tra una settimana"
tags: emergenza casa, Ater
COMMENTI
HAI FATTO BENISSIMO TUTTI GLI ITALIANI HABBIAMO IL DIRITTO AD AVERE UNA CAS SONO CONTENTO X TE
Io l'avrei lasciata incatenata vita natural durante. Per chi occupa non ci deve essere pietà, visto che soverchia il diritto di tutto quello che si mettono "in fila" per avere una casa popolare. Quindi ben vengano le catene, ma quelle della polizia...
a me, hanno tolto un'appartamento, dopo 20 anni, ingiustamente. non so a chi rivolgermi, sono anche una persona che sta male. ho solo 34 anni. ma 1 anno di strada me lo sono fatto. dopo aver sempre pagato. mi hanno sbattuto fuori, questa non é legge.
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