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My Bloody Valentine @Orion, Roma

29-5-2013

di Rosario Sparti

Vi è mai capitato di sentire il terreno sotto i vostri piedi iniziare a franare, vedere tremare tutto quanto intorno a voi, urlare e non riuscire a sentirvi, guardarvi intorno ed avere la sensazione d'assistere all'eruzione di un vulcano? Non credo, non sareste sopravvissuti per raccontarlo. Solo un concerto dei My Bloody Valentine può regalarvi questa emozione. Ieri sera è decollato un jet da Ciampino. Non partiva dall'aeroporto ma dall'Orion Live Club. Voi eravate proprio dentro al suo motore, un rombo assordante che vi avrebbe accompagnato fino a letto. Un incubo? No, un sogno di rumore bianco.

Il sole tramonta su Ciampino. Avvicinandoci alla sede del concerto si rimane meravigliati dall'orrida bellezza d'una statua raffigurante Papa Giovanni XXIII, mentre poco più avanti un vigneto appare dal nulla in mezzo alla città. Strana città, penso. Per questa ragione perfettamente adatta a un gruppo totalmente fuori dagli schemi, che nell'ora e mezza successiva avrebbe imprigionato il pubblico in una bolla spaziotemporale astratta. Le auto sfrecciano in direzione del concerto, qualcuno sporto fuori dal finestrino di un'auto urla: "Non si sentono le voci!". La gente lo osserva come guardasse un matto ma, evidentemente, si trattava di qualcuno che la sapeva lunga. Le stesse persone, poco dopo, si sarebbero rese conto del significato della frase, infatti non poche si sarebbero minacciosamente avvicinate al fonico intimandogli d'alzare il volume del cantato. Per tutta la durata del concerto le voci di Kevin Shields e Bilinda Butcher saranno quasi impercettibili, nascoste dal muro delle chitarre, creando un flusso sonoro continuo che, grazie a luci e visual, regalerà emozioni psichedeliche delle più pregiate.

Un concerto dei My Bloody Valentine è sempre un evento. In questo caso lo era ancor di più, dato che si è trattato del primo passaggio nella Capitale per la band. In tour per promuovere il nuovo album MBV, pubblicato dopo una lunghissima pausa di inattività, il gruppo, uno dei simboli dello shoegaze, ha inevitabilmente attratto grandi aspettative, parecchi pregiudizi, molti timori e una tremenda ansia per quello che sarebbe potuto accadere. Una ansia non malriposta dato che numerosi problemi tecnici hanno penalizzato il concerto, caratterizzato da troppe interruzioni per una esibizione di questo livello, finendo per far innervorsire il già non troppo serafico leader che, per ripicca, ha deciso di non eseguire l'attesa WONDER2, tratta dall'ultimo album. Nonostante le pause, nonostante la decisione di prediligere il versante rumoristico della loro musica a dispetto di quello pop, nonostante l'evidente impaccio del gruppo in versione live, nonostante tutto questo ci si è trovati davanti a un concerto difficile da dimenticare.

Non sono molti i concerti dove il pubblico può dividersi tra pogo selvaggio sotto il palco e contemplazione estatatica  dalle retrovie, questo è uno dei meriti di una band che ha scelto di lasciar a bocca aperta il suo pubblico, predilegendo una cavalcata sonora dagli elevati decibel, che ha trovato il suo apice in una sconvolgente YOU MADE ME REALISE, così da rispedire a casa per riascoltare gli album chi era in cerca della dolce malinconia dei loro brani. Se il concerto sembrava stentasse a decollare, pian piano che si affastellavano i brani dai vari album - in particolare da LOVELESS, di cui non si può non citare la ruggente esecuzione di ONLY SHALLOW -, l'aereo della MBV Airlines iniziava a decollare trasportandoci sopra le nuvole, sani e salvi ma un po' ammaccati per gli scossoni. Da quelle altezze il panorama è bellissimo, indimenticabile, e se si è costretti ad indossare tappi per le orecchie non è per il volume del suono ma per il cambiamento della pressione atmosferica in fase di atterraggio. Allacciate le cinture, si vola.

[30-05-2013]

 
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