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CESARE TACCHI

Una retrospettiva a Palazzo delle Esposizioni fino al 6 maggio

A poco più di tre anni dalla scomparsa il Palazzo delle Esposizioni rende omaggio a Cesare Tacchi. Attraverso un’inedita retrospettiva che attraverso più di 100 opere tra dipinti, sculture, documenti e le famose “tappezzerie” traccia il percorso artistico di uno degli artisti più rappresentativi della scuola di piazza del popolo.

La mostra ripercorre in ordine cronologico tutta l'opera di Tacchi a partire dalla sua prima esposizione collettiva avvenuta nel 1959 alla galleria Appia Antica  insieme a Mambor e Schifano, alle “tappezzerie” opere dove Tacchi trasforma il quadro in vero e proprio arredo:  patchworks imbottiti  dove  delinea figure a smalto nero, ritratti di amici, figure di attori, icone delle pubblicità o delle riviste.  Si prosegue fino agli anni 70 quando la sua ricerca artistica prende una direzione nuova e crea i cosiddetti mobili impossibili: divani, sedie, poltrone tutti inutilizzabili. Da qui inizieranno diverse performance artistiche come Cancellazione d’artista, Sopra un Tavolo ed il Rito e nel 1970 realizzerà un lavoro fotografico per riappropriarsi della pittura come mezzo espressivo solo successivamente. Nel 1975 infatti esporrà due grandi dipinti alla Galleria La Tartaruga “Sentite… Se dipingete chiudete gli occhi e cantate” e “Le braccia”.

L’ultima sala della mostra è dedicata alle opere realizzate a partire dagli anni Ottanta da un solitario Uccel di Bosco del 1982 al trittico Spirito dell’Arte del 1990. Opere infuse di una vibrante ironia.

Nunzia Castravelli

https://cultartdict.com/2018/02/06/cesare-tacchi-una-retrospettiva/
 
 

[06-02-2018]

 
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