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Edward Hopper ritorna a Roma

fino al 12 febbraio al Museo del Vittoriano

L’arte di  Edward Hopper ritorna a Roma, al museo del Vittoriano fino al 12 febbraio,

In esposizione 60 opere realizzate tra il 1902 e il 1960 in un’ interessante retrospettiva che ne attraversa tutta la sua produzione artistica. Curata da Barbara Haskell del Whitney Museum of American Art, in collaborazione con Luca Beatrice, la  mostra  è  suddivisa  in sei  sezioni: dalle opere del periodo accademico del periodo parigino a capolavori come Night  Shadows(1921) ed Evening  Wind(1921).

Molte delle opere sono state prestate eccezionalmente dal Whitney Museum  di  New  York come Le  Bistro  or  The  Wine  Shop(1909),  Summer  Interior(1909), New  York Interior(1921), South Carolina Morning(1955) e Second Story Sunlight (1960). Prestito  eccezionale  è  il  particolare  olio  su  tela Soir  Bleu, opera che all’epoca non fu accolta positivamente dalla critica e successivamente  rivalutata.

Una sezione della mostra è  completamente dedicata all’influenza che Hopper ebbe sul cinema e viceversa. Il senso di solitudine, i silenzi, le strade deserte hanno creato fonti di ispirazione narrative per numerosi registi. Opere come House by the Railroad ispirarono il regista Alfred Hitchcock nell’immaginare il famoso “Bates Hotel” dove è ambientato il suo capolavoro “Psycho”. Oppure la sua opera più famosa, Nighthawks del 1942 ispirò Wim Wenders, in The end of violence.

Hopper
Influenzato dal cinema, influenzò il cinema a sua volta,  anche se,  come egli stesso dichiarò la sua intenzione non era raccontare storie attraverso i suoi quadri e l’unica fonte d’ispirazione mai avuta è stato se stesso.
 


Nunzia Castravelli



Edward Hopper

Complesso del Vittoriano

Via di San Pietro in Carcere - Roma

1 ottobre 2016 - 12 febbraio 2017

 

 
 

[10-10-2016]

 
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