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Henri Matisse alle Scuderie del Quirinale

la mostra aperta fino al 21 giugno

Fino al 21 giugno, Scuderie del Quirinale ospita la mostra “Matisse Arabesque” che vede esposti i disegni, i dipinti ed i costumi intrisi d’ispirazione orientale, dell'artista conosciuto in tutto il mondo come il massimo esponente del fauvismo.

Per la prima volta in Italia, la mostra, curata da Ester Coen, con un comitato scientifico composto da John Elderfield, Remi Labrusse e Olivier Berggruen,  ha l'intento di far conoscere al grande pubblico l’idea delle suggestioni che l’Oriente ebbe nella pittura di Matisse.

L'artista iniziò a dipingere quasi per caso,  quando un appendicite lo costrinse a letto per un anno. Nel 1893 iniziò a frequentare l’atelier del pittore simbolista Gustave Moreau insieme con l’amico Albert Marquet.  E due anni dopo si iscrisse all'École des Beaux Arts,  dove vi erano molti Orientalisti.
Durante i viaggi che fece in Algeria e le visite all’Esposizione mondiale del 1900,  scoprì l’arte  musulmana nei padiglioni dedicati a Turchia, Persia, Marocco, Tunisia, Algeria ed Egitto.  Fu così che gli arabeschi, i disegni geometrici e orditi presenti nel mondo Ottomano, nell’arte bizantina, ma anche nel mondo ortodosso e nei Primitivi studiati al Louvre, furono sulla tela da lui reinterpretati  con straordinaria modernità usando il colore in modo intenso e vivace,  colori primari stesi con forza e senza alcuna stemperatura tonale.

“La révélation m'est venue d'Orient" scrisse nel 1947 al critico Gaston Diehl.   L’Oriente nella sua essenza più spirituale e più lontana dalla dimensione semplicemente decorativa, indicò  a Matisse nuovi schemi compositivi. Come egli scrisse:“La preziosità o gli arabeschi non sovraccaricano mai i miei disegni, perché quei preziosismi e quegli arabeschi fanno parte della mia orchestrazione del quadro.”



Nunzia Castravelli

 www.scuderiedelquirinale.it

 
 

[05-03-2015]

 
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