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ESCHER

architetture impossibili e realtÓ virtuali al Chiostro del Bramante

Fino al 22 febbrario il Chiostro del Bramante a Roma ospita una grande mostra antologica dedicata a Maurits Cornelis Escher, prodotta da DART Chiostro del Bramante e Arthemisia Group, in collaborazione con la Fondazione Escher.

La mostra raccoglie oltre 150 opere del famoso incisore e grafico olandese, tra cui alcuni dei suoi capolavori più noti come “Mano con sfera riflettente” e “Casa di scale”. Il percorso epositivo parte da Litografie e Xilografie che raccontano la sua esperienza di viaggio in Italia  iniziata nel 1922,  anni definiti dallo stesso Escher come i migliori della sua vita, e prosegue verso l’esplorazione di geometrie tradizionali che ripensate dall'artista danno vita ad architetture impossibili e realtà virtuali di grande effetto.

 Lo sguardo di Escher si posa sulle regolarità dei volumi e sulla profondità delle città e dei borghi italiani visitati dando vita ad opere raffiguranti la campagna senese, il mare di Tropea, declivi scoscesi di Castrovalva e monti di Pentadattilo, definite dagli studiosi “premesse artistiche” per  quelle che più tardi prenderanno il nome di «immagini interiori».  Opere come  "Giorno e Notte" diventano testimonianza di una mente eclettica e visionaria capace di mettere in crisi la percezione visiva dell'osservatore. Determinante fu anche il viaggio che Escher  fece a Cordova e all’Alhambra nel 1936, il gioco di tassellature e le decorazioni dei monumenti moreschi ispirarono un ulteriore processo creativo che coincise con il riemergere della cultura art nouveau della sua formazione artistica. Aldilà delle sue esperienze personali di vita e viaggio le opere di Escher sono frutto anche del collegamento con la scienza del suo tempo: dalla psicologia della percezione (rapporti figura-sfondo, figure impossibili) alla matematica e alla cristallogia (tassellazioni, simmetrie, trasformazioni).

Nel percorso della mostra sono presenti anche opere di Marcel Duchamp, Giorgio de Chirico, Giacomo Balla e Luca Maria Patella,  l’intento è quello di inserire Escher in  un contesto più ampio, in cui si riconosce il rapporto tra il suo  lavoro e quello di altri grandi del 900.
 

Nunzia Castravelli


chiostrodelbramante.it
 
 

[03-11-2014]

 
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