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A Roma la Cina riscopre sť stessa

150 rari manufatti esposti per la prima volta a Palazzo Venezia

Luca Siliquini

Millenni di storia approdano alle Sale Quattrocentesche di Palazzo Venezia fino al prossimo 20 marzo. La mostra
La Cina Arcaica rientra nel quadro dell’accordo di Stato sul partenariato per la promozione del patrimonio culturale tra Italia e Cina, siglato dai rispettivi Ministri della Cultura nell’ottobre 2010 e prevede lo scambio di spazi museali permanenti dedicati alle rispettive culture. Dopo Spazio Italia che ha inaugurato lo scorso luglio presso il National Museum of China a Pechino con la mostra, da poco conclusasi, Il Rinascimento a Firenze. Capolavori e Protagonisti, apre ora lo spazio espositivo gestito dall’Amministrazione Statale per il Patrimonio Culturale della Repubblica Popolare Cinese.

La Cina Arcaica è il frutto di due anni di lavoro e presenta al pubblico circa 150 preziosi manufatti provenienti da collezioni della Provincia dello Shanxi, dello Shandong, dell’Hubei e del Sichuan. Si tratta di tesori datati dai 2 mila ai 5 mila anni fa. Alcuni di essi non sono mai stati esposti in Italia, come ad esempio, la testa di bronzo con maschera d’oro dallo Sanxingdui Museum e le campane di bronzo appartenute agli Sui nell’epoca degli Stati Guerrieri. Attraverso questi importanti reperti è possibile conoscere il percorso storico della Civiltà cinese da 5 mila anni fa fino alla prima unificazione sotto l’Imperatore Qin nel 221 a.c.. Osservando ogni singolo pezzo si potrà immaginare il lusso e la ricchezza, restando ammirati dal livello di tecnologia raggiunto e dall’alone di mistero che li circonda.

La mostra è suddivisa in cinque parti: la nascita della civiltà, l’avvento del regno, i sacrifici per gli Dei e gli antenati, la musica legata alle cerimonie, e l’epoca degli Stati Guerrieri. Di ogni epoca il pubblico potrà conoscere gli aspetti peculare, così da avere un quadro storico e accurato di un periodo estremamente ricco di fascino e cultura.

[04-08-2013]

 
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