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Inventare la scena. Quattro secoli di scenografia al Museo del Burcardo

La storia del teatro svelata nei suoi aspetti pił segreti

di Luca Siliquini

Un evento imperdibile per gli amanti del teatro. Esposta per la prima volta, dal 12 marzo al 30 maggio 2013, la ricca collezione di scenografia del museo del Burcardo, già ben nota a studiosi di settore e frequentatori della Biblioteca. Una mostra finalmente aperta al grande pubblico, per ripercorrere quattro secoli di ideazione e progettazione dello spazio scenico. Gli ambienti del Museo di via del Sudario 44 faranno dunque da palcoscenico - è proprio il caso di dirlo - a una nutrita esposizione di libri, fotografie, incisioni, disegni, dipinti e modellini di proprietà delle raccolte della Biblioteca e del Museo Teatrale della SIAE, in un viaggio ideale che va dalla fine del Cinquecento agli ultimi decenni del Novecento.

Tra i documenti più antichi, il visitatore potrà ammirare pezzi unici provenienti dalla collezione di Luigi Rasi – nucleo originario del Burcardo – e dal fondo Petrucci acquisito negli anni Cinquanta, sebbene non manchino importanti oggetti di altre collezioni, come quella di Ettore Petrolini, in vita appassionato ricercatore di testimonianze e oggetti legati alla storia del teatro. Molte le incisioni che vantano nomi di illustri scenografi e incisori del Seicento e del Settecento. Per fare qualche esempio, le eleganti acqueforti di Jacques Callot e Pierre–Jean Mariette, i monumentali apparati scenografici di Giulio e Alfonso Parigi incisi da Remigio Cantagallina e Stefano Della Bella, le scene di Giacomo Torelli incise da Charles–Nicolas Cochin e Israel Silvestre, e le sontuose invenzioni di Giuseppe Galli di Bibiena incise da Ambrogio Orio e Cristoforo Dall’Acqua. Senza contare, poi, le vivaci incisioni acquerellate olandesi che riproducono piazze cittadine, luoghi cardine delle commedie settecentesche, o le litografie ottocentesche ispirate alle invenzioni sceniche di Pasquale Canna per il Teatro San Carlo di Napoli.

Menzione particolare va inoltre ai disegni originali presenti in mostra, dai bozzetti di noti scenografi dell’Ottocento come Giovan Battista Biseo, Romolo Liverani, Antonio Rovescalli e Luigi Bartezago, alle intuizioni di raffinati artisti degli inizi del Novecento, come gli schizzi di Adolfo De Carolis per la Francesca da Rimini di Gabriele D’Annunzio e i bozzetti disegnati da Galileo Chini. Pezzo raro, un piccolo disegno di Ciro Galvani riproduce la scena di Cavalleria rusticana “per la signora Duse”.

Due, in particolar modo, gli artisti del XX secolo dei quali il Museo del Burcardo possiede consistenti raccolte di bozzetti: Augusto Carelli, attivo nella prima metà del secolo soprattutto come scenografo di opere liriche, e Franco Laurenti, scomparso nel 1980, che oltre alla lunga collaborazione col coreografo Aurel Milloss, lavorò per i maggiori teatri lirici italiani e per la televisione.

A completare la mostra, alcune preziose edizioni provenienti dalla Biblioteca del Burcardo, dalla "La pratica della prospettiva" di Daniele Barbaro (1568) alla "Festa fatta in Roma" del 1634, con le incisioni di François Collignon che riproducono l’apparato ideato da Andrea Sacchi, fino al volume di tavole dell’Encyclopédie dedicato alle sale e alle macchine teatrali o i volumi di scene disegnate dai maggiori artisti italiani ed incise da Stanislao Stucchi (1821) e Lorenzo Ruggi (1840).


Per info:

Orari della biblioteca e del museo

L'orario di apertura della biblioteca è il seguente:
lunedì - giovedì 9.15 - 16.30
venerdì 9.15 - 13.15.
Ingresso gratuito

Il museo è aperto il martedì e il giovedì, dalle 9.15 alle 16.30.
E' possibile prenotare visite guidate anche in orari diversi.
Per informazioni e prenotazioni: tel. 06 59903802
 

[04-04-2013]

 
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