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L'ultimo saluto al gioielliere ucciso a Prati

il presunto responsabile si toglie la vita in carcere

Un lungo applauso ha salutato il feretro di Giancarlo Nocchia, il gioielliere ucciso giovedì scorso durante una rapina in via dei Gracchi, a Prati. Sulla bara qualcuno ha lasciato una rosa rossa ed un gagliardetto della Roma. Tanti amici, conoscenti e colleghi hanno dato l’ultimo saluto al 70enne, ricordato da tutti come una persona mite e scrupolosa, un onesto lavoratore da anni impegnato nella sua arte da orafo.

I funerali del gioielliere si sono celebrati nella chiesa di San Gioacchino, in piazza dei Quiriti, a poche centinaia di metri dal suo negozio e nel cuore di un quartiere scosso da quanto accaduto cinque giorni fa. I negozianti della zona, in segno di lutto, questa mattina hanno tenuto le saracinesche abbassate. I residenti continuano a chiedere maggior sicurezza. Le rapine, nel quartiere bene di Prati, sembrano all’ordine del giorno. La farmacia in via degli Scipioni ne ha subite 5 solo nell’ultimo mese.

Le indagini sull’omicidio sono ormai concluse. I Carabinieri hanno braccato ed arrestato il presunto responsabile: Ludovico Caiazza, 32 anni, pluripregiudicato e tossicodipendente. Caiazza è stato tradito da una telefonata che ha consentito ai militari di localizzarlo, aveva con sé due pistole e la refurtiva in un borsone. Ma l’uomo non avrà mai un processo. Si è infatti tolto la vita sabato sera nel carcere di Regina Coeli, a poche ore dall’arresto. Si è impiccato con un lenzuolo. Il corpo è stato trovato dagli agenti alle 22.45 in una cella della settima sezione. Sull’accaduto la Procura ha aperto un’indagine così come il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. Caiazza sarebbe morto in 7 minuti, tra un controllo e l’altro, probabilmente a causa della rottura dell’osso del collo.

[20-07-2015]

 
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