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Metro, continuano i disagi dovuti allo "sciopero bianco"

passeggeri esasperati, trani in arrivo con forti ritardi

Incubo, odissea, impresa: sono finiti pure gli aggettivi per descrivere lo stato penoso del servizio di trasporto pubblico capitolino. L’incubo è lungi dal terminare: oggi come ieri, le corse sulle linee A e B della metropolitana sono partite con forte ritardo: secondo quanto riportato da Atac, sopra i 20 minuti come minimo.

La situazione è fuori controllo soprattutto nello snodo di Termini, con gli utenti furiosi e i turisti smarriti: i vagoni sono presi d’assalto e quindi strapieni, con grande gioia dei borseggiatori che stasera potranno stappare l’ennesima bottiglia di champagne. Il caldo rende la situazione ancora più incandescente del solito: in molti convogli l’aria condizionata è assente perché o non c'è proprio o non funziona. L’ennesima lotta tra azienda e amministrazione capitolina da un parte e macchinisti dall’altra sarebbe alla base di questo disservizio controllato ed estenuante: da alcune settimane infatti ai macchinisti è stato chiesto di timbrare il proprio badge ad inizio e a fine turno per monitorarne la presenza e l’effettiva operabilità: una richiesta partita ufficialmente da poco ma fortemente voluta dal sindaco Marino che, dopo aver confrontato le ore lavorate all’anno dai macchinisti nelle altre metropoli italiane, si è accorto che le ore lavorate sono decisamente di meno. Il sindacato, oltre a negare qualsiasi responsabilità sui ritardi, sostiene invece che i ritardi siano dovuti alla riorganizzazione dei turni messa in atto unilateralmente da Atac, che pretende di coprire un maggior numero di corse col sistema degli straordinari. La verità, probabilmente, sta nel mezzo: tuttavia, a quanto pare, sotto accusa sono soltanto i macchinisti, rei di aver messo in atto uno sciopero bianco che se da una parte può costringere l’azienda a fare un passo indietro, e soprattutto convincerla a migliorare le condizioni di lavoro che non sono certamente sostenibili, soprattutto considerando l’organico ridotto all’osso e i dirigenti in eccesso. Quella che, tuttavia, dovrebbe essere una lotta tra azienda e personale si è però trasformata in una guerra tra poveri, ossia macchinisti e passeggeri, furiosi: ieri un macchinista è stato aggredito dalla folla esasperata che attendeva il treno sulla linea Ostia-Lido.

[07-07-2015]

 
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