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Scomparsa Emanuela Orlandi, Procura di Roma chiede archiviazione

Pietro Orlandi: "Non ho parole per esprimere la delusione"

La Procura di Roma ha chiesto l'archiviazione dell’inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori, avvenute nel 1983. Un colpo di scena che raggela le speranze della famiglia Orlandi. A rendere nota la richiesta è stato il procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone: “le indagini sono state estremamente complesse e approfondite e si sono protratte per moltissimi anni dopo una prima fase definita con sentenza di proscioglimento e risalente al dicembre del 1997” scrive Pignatone nelle motivazioni della richiesta firmata da due pubblici ministeri donne, Ilaria Calò e Simona Maisto.

"All'esito delle indagini che hanno approfondito tutte le ipotesi investigative man mano protrattesi (sulla base delle dichiarazioni di collaboratori di giustizia e di numerosi testimoni, delle risultanze di inchieste giornalistiche e anche di spunti offerti da scritti anonimi e fonti fiduciarie) non sono emersi elementi idonei a richiedere il rinvio a giudizio di alcuno degli indagati". Di diverso avviso il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo che ha seguito personalmente le indagini negli ultimi dieci anni ed ha voluto la revoca dell'assegnazione del procedimento.

Si sono detti sorpresi della posizione della magistratura persino i legali degli indagati: nel fascicolo infatti erano stati chiamati in causa per sequestro di persona e per omicidio, tra gli altri Sergio Virtù, detto 'il macellaio' e da molti ritenuto vicino all'esponente della Banda della Magliana Enrico 'Renatino' De Pedis; Angelo Cassani, detto "Ciletto", Gianfranco Cerboni, detto "Giggetto", e Sabrina Minardi, quest' ultima supertestimone che attribuì alla Banda della Magliana il sequestro e l'omicidio di Emanuela Orlandi. Cambia pure la posizione del fotografo Marco Fassoni Accetti che si era presentato a piazzale Clodio due anni fa, autoaccusandosi di aver partecipato al rapimento in qualità di organizzatore a telefonista. La procura di Roma ha deciso di proseguire l'inchiesta nei confronti del fotografo che a questo punto è accusato è indagato per calunnia e auto-calunnia.

“Non ho parole per esprimere la delusione” ha commentato Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, scomparsa il 22 giugno del 1983. “Ma se pensano che questo possa fermarci si sbagliano di grosso. Stanno cercando di uccidere la giustizia ma noi arriveremo comunque alla verità” giura il fratello di Emanuela.

[05-05-2015]

 
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