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Sciopero generale della scuola, corteo in centro

La protesta contro la riforma. "Troppo potere ai prèsidi". "Non considerati i precari"

Sindacati e mondo della scuola hanno marciato uniti per le strade di Roma contro la riforma proposta dal governo Renzi. Studenti ma soprattutto insegnanti di ruolo, precari e personale ausiliario hanno sfilato da piazza della Repubblica fino a Piazza del Popolo, in uno sciopero generale della scuola che ha visto sette manifestazioni organizzate in altrettante città.
 
Il corteo più nutrito è stato quello di Roma: manifesti colorati, sfottò e cori contro il governo, fischietti e palloncini firmati dai sindacati hanno animato la protesta. La manifestazione è terminato alle 13 a piazza del Popolo sulle note di “bella ciao”. Alla testa del corteo i leader sindacali, tra cui il segretario Cgil Susanna Camusso che ha rivendicato una scuola pubblica che permetta ai ragazzi di partecipare di più.

"Questa volta come due sabati fa siamo in piazza insieme, con tutte le rappresentanze. A dimostrazione che il diegno di legge sulla scuola -dice Susanna Camusso, segretario Cgil- non convince, anzi fa arrabbiare la comunità scolastica italiana".

In piazza, insieme ai lavoratori della scuola di tutta la regione, sono scesi anche centinaia di studenti ed insegnanti romani che non condividono il contenuto di questa riforma. La proposta del governo di riorganizzazione del mondo della scuola –secondo chi protesta-, darebbe troppo potere ai prèsidi, creando anche forte contrapposizioni tra insegnanti di ruolo e precari.

"Il premier Renzi non potrà dire che questo sciopero ha percentuali ridicole. -dice Eugenio Ghignoni, segretario Flc Cgil Roma e Lazio-. Non possiamo accettare questa riforma, il preside non può risolvere i problemi attribuendogli solo nuovi e maggiori poteri. Riteniamo che la scuola abbia bisogno di risorse e personale".

[05-05-2015]

 
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