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Camorra a Roma e "pizza connection", si aggrava la posizione dei fratelli Righi

nuove indagini dimostrerebbero l'associazione per delinquere ed il riciclaggio

Si aggrava la posizione dei due fratelli imprenditori napoletani Antonio e Salvatore Righi, di 50 e 55 anni. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma hanno notificato una nuova ordinanza di custodia cautelare a carico dei due fratelli nell’ambito dell’indagine “Margarita”, che già nel 2014 portò a 21 arresti ed al sequestro di locali nel centro storico. Le nuove indagini condotte dai Carabinieri hanno permesso di dimostrare nuove ipotesi di reato: associazione per delinquere finalizzata al trasferimento fraudolento di beni e riciclaggio.

I due fratelli napoletani, da anni nel settore della ristorazione, dalla piccola pizzeria del padre di Napoli negli anni ’90 si erano trasferiti a Roma ed in poco tempo avevano messo su 80 aziende, tra bar, pizzerie e gelaterie, tutte sequestrate nel 2014 e con un volume d’affari sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati.

L’intero impero economico dei fratelli Righi era gestito con modalità illecite, le pizzerie servivano a riciclare stabilmente denaro per conto della camorra napoletana, in particolare per il clan Contini, detto non a caso “o romano”. Ma le indagini hanno rivelato anche legami dei fratelli Righi con il gruppo camorristico dei Mazzarella e con il clan legato ad Amato Pagano, i cosiddetti scissionisti di Secondigliano.

[11-03-2015]

 
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