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Droga e spaccio a Roma: una soluzione dai Cannabis Club?

Creare cannabis club per contrastare il proliferare dello spaccio delle droghe leggere e l'illegalità connessa a questo aspetto. L' idea di cui si era già dibattuto in passato a Roma e che era emersa un po' come provocazione potrebbe in realtà rivelarsi una soluzione efficace per un fenomeno che, da sempre, si tenta invano di combattere. I cannabis social club sono associazioni senza scopo di lucro che hanno preso piede in determinati paesi dove il consumo di marijuana non è reato, vedi la Spagna; all'interno di queste associazioni i soci, tutti rigorosamente maggiorenni, possono rifornirsi di cannabis bypassando così il mercato nero dello spaccio. Non vi è una compravendita reale di droga, ma i soci pagano una quota annuale di iscrizione stabilendo la quantità periodica di cannabis che si intende consumare. In Italia c'è già un esempio simile nel Salento, dove è presente il primo cannabis social club italiano legale. Si trova a Racale in provincia di Lecce.

Un' idea che potrebbe rivelarsi vincente anche a Roma soprattutto in quei quartieri, e non sono pochi, dove lo spaccio la fa ormai da padrone: basti pensare al Pigneto ad esempio. Poche settimane fa i residenti della zona hanno inscenato una protesta particolare proprio contro il dilagante fenomeno dello spaccio: stanchi di assistere al degrado costante del loro quartiere hanno realizzato su Google Maps una mappa interattiva dove sono state segnalate le strade dello spaccio, i principali punti di smercio dei pusher del quartiere , i luoghi dove ci si reca a consumare la droga dopo averla acquistata e i nascondigli degli spacciatori.
Un'iniziativa coraggiosa che fa da eco ad un'altra simile che, sempre nel quartiere Pigneto di  Roma, era stata lanciata pochi mesi fa. Era lo scorso novembre quando un comitato di quartiere  aveva proposto di creare un cannabis social club proprio per fermare lo spaccio e il degrado che ormai da tempo regnano sovrani. 
L'idea era stata girata anche al Comune di Roma nel corso di una riunione con la presenza del vicesindaco della Capitale Luigi Nieri, il quale aveva salutato la proposta con ottimismo affermando che potrebbe essere una soluzione per combattere la criminalità organizzata attiva  nello spaccio.

Se ne riparlerà molto presto. Come esempio potrebbe essere presa proprio la realtà pugliese del Salento dove i cannabis social club esistono già e dove si è all'avanguardia anche per il  discorso legato alla cannabis terapeutica. In Puglia oggi non è più tabu parlare di farmaci a base di  marijuana, di principi attivi della cannabis per curare determinate patologie e di semi di cbd per l'impiego nel settore terapeutico.

Tornando alla realtà romana, la proposta relativa alla nascita di cannabis social club per arginare  spaccio e degrado è molto più recente e di concreto non c'è ancora molto; certo è che se può  effettivamente servire a contrastare la criminalità, discuterne è quantomeno consigliato.

[16-02-2015]

 
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