Giornale di informazione di Roma - Giovedi 29 settembre 2016
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Cronaca Roma
 
» Prima Pagina » Cronaca Roma
 
 

Droga, sgominata la rete della dama bianca

in manette 28 narcotrafficanti internazionali, sequestrati beni per 2 milioni

C'è anche un funzionario della Polaria in servizio a Fiumicino tra gli arresti della Polizia di Frosinone nell'ambito di una vasta operazione antidroga. Le indagini, condotte da personale della Squadra Mobile e della Polizia di Frontiera di Fiumicino insieme alla Guardia di Finanza di Napoli, hanno consentito di ricostruire le attività del gruppo criminale che importava dal Sud America e dall’Olanda ingenti quantità di cocaina ed hashish. Lo stupefacente, dopo essere giunto in Italia, era destinato prevalentemente alle “piazze di spaccio” di Napoli gestite anche da clan camorristici diversi. Gli arresti sono stati eseguiti nelle province di Roma, Napoli Salerno Monza, Macerata e Vicenza e nel corso dell’operazione sono stati sequestrati più di una tonnellata di droga, vari immobili, veicoli e conti correnti bancari. Tra i destinatari delle misure cautelari c'è anche Federica Gagliardi, detta la “dama bianca”, già arrestata nel marzo del 2013 all’aeroporto di Fiumicino per essere stata trovata in possesso di 24 chili di cocaina. Nell'ambito dell'inchieta polizia di Stato e Guardia di Finanza hanno arrestato 28 narcotrafficanti internazionali e sequestrato beni per 2 milioni di euro.

Due i filoni di indagine tra loro correlati che hanno visto impegnati da un lato la Polizia di Stato di Frosinone e dall’altro la Guardia di Finanza di Napoli sotto il coordinamento della Procura della Repubblica-Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, per i profili internazionali dell’inchiesta, che hanno consentito di smantellare la pericolosa organizzazione criminale di narcotrafficanti con base operativa nella provincia di Napoli e solide ramificazioni anche in altre province d’Italia (Roma, Salerno, Monza, Macerata e Vicenza) e all’estero (Spagna, Olanda, Venezuela e Colombia). Il gruppo criminale riusciva far entrare in Italia ingenti quantitativi di cocaina ed hashish dal Sud America e dall’Olanda avvalendosi anche della complicità di personale addetto ad alcuni scali portuali (Civitavecchia e Salerno) ed aeroportuali, in particolare Fiumicino. La strategia operativa per il trasporto della preziosa merce prevedeva il ricorso a mezzi aerei, navali o terrestri sulla base di precise scelte conseguenti ad un’attenta analisi dei rischi. Capo dell’organizzazione criminale il latitante campano Pasquale Fiorente che, in collaborazione con il fratello minore, si è rivelato un vero e proprio broker del narcotraffico coordinando dal Venezuela e da altri Paesi del Sud America il trasferimento in Italia delle partite di droga destinate soprattutto ad alimentare il mercato campano.

[28-01-2015]

 
Lascia il tuo commento