Giornale di informazione di Roma - Venerdi 30 settembre 2016
 
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Marino in Procura, consegnati a Pignatone documenti per l'indagine su Mafia Capitale

la neo presidente dell'Ass. Capitolina: "Dobbiamo dimostrare che Roma non marcia"

Il sindaco Ignazio Marino è andato questa mattinai in Procura. Marino ha avuto un breve incontro con il procuratore Giuseppe Pignatone ed ha consegnato una serie di documenti che potrebbero risultare utili nell'attività indagine su Mafia Capitale. Mentre continuano ad essere pubblicate intercettazioni sui rapporti tra politica e mafia, spunta un secondo libro nero che potrebbe rivelare nuovi nomi di funzionari, politici ed amministratori a libro paga della criminalità.

Salvini chiede dimissioni del sindaco - "Se fossi in Marino toglierei il disturbo. Ma non perchè io creda che sia implicato nella vicenda della corruzione, ma semplicemente perchè 'nun l'è bun', non è capace". Lo dice il leader della Matteo Salvini riferendosi al sindaco di Roma incontrando la stampa estera.

Su ipotesi scioglimento Comune parla la neo presidente assemblea capitolina Valeria Baglio. "Non è una cosa che decidiamo noi ma non farebbe bene alla città. Chiaramente se alla fine si arriverà a questo punto noi assumeremo come un atto dovuto della magistratura, del prefetto, del ministero. La nostra intenzione è andare avanti fino a quando ci verrà permesso e farlo con un dialogo con tutte le parti, lavorando calendarizzando i consigli e tutte le delibere utili alla città". "Non mi sento di parlare di difficoltà. Al contrario, oggi in Comune siamo molto determinati. Ce la dobbiamo mettere tutta. Dobbiamo dimostrare che Roma non è marcia, che non significa mafia".

Isabella Rauti, moglie di Alemanno. "Avevo nove anni quando ho assistito all'arresto di mio padre. Alla fine è stato assolto con formula piena e questo ha segnato me e la mia famiglia per sempre. Martedì quando i carabinieri sono entrati in casa alle 8 di mattina sono tornata a 42 anni fa. Lì ho iniziato a capire cosa è la condanna sociale e morale e anche le forme di sciacallaggio". Così Isabella Rauti, moglie di Gianni Alemanno, in un colloquio con la Stampa. «Sono assolutamente convinta dell'estraneità di mio marito rispetto ai fatti a lui imputati, ma voglio denunciare che si è passato veramente il limite», dice. "C'è una morbosità per distruggere e alimentare le ondate di fango. Se si fermasse questa macchina e ci si attenesse a quelli che sono i fatti, che spetta solo a chi indaga di dimostrare, faremmo un servizio non solo alla rispettabilità della mia famiglia, ma anche alla civiltà. Se si decide di seguire ogni intercettazione, anche se non ha trovato riscontro, dandole il rango di notizia, allora le garanzie di tutti vengono azzerate". "Gianni non ha mai conosciuto Carminati e nemmeno io. Vengo dal Fronte della gioventù, l'ala giovanile del Movimento sociale, non vengo da altri ambienti. Questo è il mio percorso che è anche quello di mio marito. Stiamo parlando di altri mondi», sottolinea Rauti. "Noi abbiamo fatto politica onestamente all'interno delle strutture organizzate all'interno dei partiti di appartenenza. Questo mescolamento è inaccettabile".

[10-12-2014]

 
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