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Caso Budroni, le motivazioni della sentenza che ha assolto l'agente

la reazione del poliziotto sarebbe stata "adeguata e proporzionata"

L’agente Michele Paone ha avuto una reazione “adeguata e proporzionata”, è quanto si legge nelle motivazioni della sentenza che ha assolto il poliziotto che ha sparato due colpi di pistola verso l’auto di Bernardino Budroni, ucciso al termine di un inseguimento sul Gra il 30 luglio del 2011.

Secondo il giudice monocratico del tribunale di Roma Roberto Polella, che ha assolto Paone lo scorso luglio, il fatto non costituisce reato, perché Paone ha usato le armi legittimamente. Il pm Orano aveva richiesto una condanna a due anni e sei mesi per l’imputato. L’avvocato della famiglia Budroni, Fabio Anselmo, ha definito “incomprensibile” la sentenza, soprattutto dopo aver letto le motivazioni. Secondo l’avvocato Anselmo, l’auto di Budroni, era già ferma quando l’agente Paone ha sparato i due colpi di pistola.

 
 

[20-10-2014]

 
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