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Estate Romana. La protesta degli esclusi dal bando

Manifestazioni storiche rimaste senza fondi. I lavoratori dello spettacolo in Piazza Campidoglio

Gli organizzatori dell’Estate Romana sono scesi in piazza oggi per protestare sotto il Campidoglio. "Non ci resta che piangere" sono le parole che si leggono sullo striscione che accompagna gli operatori delle manifestazioni storiche di Estate Romana durante la protesta, generata a seguito della pubblicazione delle graduatorie collegate ai «bandi comunali relativi alle manifestazioni storiche», i Festival ed l’Estate Romana. Presenti alla protesta il comitato degli 'esclusi’, insieme ad organizzatori e maestranze, attori e musicisti. Denunciano oltre all'inesistenza di fondi promessi e non mantenuti «la mancanza di prospettive e di programmazione politica della cultura, che rende la vita durissima a tutti coloro che operano nel nostro settore». Presente anche l'ex assessore alla Cultura Silvio Di Francia.

Il Comune di Roma ha dimezzato i fondi per la cultura e i soldi per gli spettacoli non ci sono. Per questo solo alcune manifestazione saranno finanziate nell’edizione 2014 di Estate Romana; le graduatorie, ancora provvisorie, sono state pubblicate la scorsa settimana, suscitando un grande disappunto. In queste ore, prima della pubblicazione delle graduatorie definitive attese venerdì prossimo, le associazioni stanno presentando una serie di ricorsi sperando in un errore di valutazione da parte dell’amministrazione comunale.

Secondo gli organizzatori, il Campidoglio «ha dato il colpo di grazia alle residue speranze di avere una politica culturale organica e coerente per la nostra città». Accusano di affossare una manifestazione tanto importante da essere ritenuta, da sempre, uno dei motori dell’economia della Capitale. Gli organizzatori dell’Estate Romana non ci stanno e scendono in piazza sul piede di guerra. «Siamo stati ingannati da un bando che prometteva di tutelare le manifestazioni e invece non l'ha fatto» lamentano alcuni lavoratori dello spettacolo presenti alla manifestazione di oggi. Il bando ha lasciato tanti insoddisfatti. Sono state infatti escluse alcune importanti manifestazioni, da «All’ombra del Colosseo» a «Fontanonestate» a «Villa Celimontana»; a «Notti di cinema a Piazza Vittorio» ad esempio sono stati destinati 44 mila euro, considerati dagli organizzatori «non sufficienti nemmeno ad allestire l’area». Al Gay Village andranno 40 mila euro. «Cannes a Roma», il festival che porta nella Capitale i film di Venezia, Cannes e Locarno, è ammesso ma senza contributi e si farà solo grazie a fondi stanziati dalla Regione Lazio («L’anno scorso abbiamo ricevuto 160 mila euro anche per Cannes a Roma, Venezia a Roma e Locarno. - conferma Massimo Arcangeli, segretario generale Anec-Agis Lazio-. Diamo lavoro a 48 persone tra tecnici e baristi e forse nessuno si rende davvero conto del danno che provocheranno a tutti»). Alcuni non nascondono il proprio disappunto per la scelta del Comune di ammettere in graduatoria «proposte provenienti da realtà come l'Angelo Mai», il circolo sociale che ha alcuni promotori al centro di un’inchiesta della magistratura. Malumori anche per la confusione generata dal doppio bando, per l'Estate Romana e per il Festival.
«Non si è mai, in una città come Roma, realizzato un progetto sulla cultura. Ed è veramente incredibile che in una Capitale come questa, con risorse che lavorano da anni, la politica non riesca a proporre un progetto culturale a lungo termine che si leghi al turismo in maniera solida e soprattutto che non faccia emergere le realtà esistenti ma promuova o metta a sistema solo il pubblico, senza creare una sinergia di tutte le risorse produttive» dichiara Stefano Marafante, responsabile di uno dei festival storici dell'estate romana 'Passaggi Segreti’ che per tradizione è una manifestazione teatrale itinerante in luoghi poco conosciuti; presentata in 2 bandi, «Non siamo stati ammessi ai finanziamenti in quello dedicato 'agli storici' – continua Marafante-. Nell'altro siamo stati inclusi, ma non finanziati perché sono finiti i fondi. Abbiamo avuto 35mila euro, non finanziabili».

"Quest'anno per la prima volta dopo svariati anni, il bando dell'estate romana è stato totalmente rivisto - dichiara in una nota Giulia Urso Responsabile Cultura del PD di Roma –. È stato un bando riscritto con l'intento di aumentare la trasparenza nell'assegnazione delle risorse, per promuovere i giovani talenti, l'innovazione, l'interdisciplinarietà e la relazione con i territori, soprattutto con le periferie. Il tutto per essere più conformi ad un modello europeo. Scardinare abitudini decennali ha prodotto una sollevazione da parte di chi ormai era incanalato a creare eventi culturali diventati presidio di parecchie zone della città. I tagli lineari hanno penalizzato più del dovuto tutta la realtà delle associazioni che oggi tentano con fatica di recuperare risorse per poter continuare la loro attività. La riorganizzazione della cultura è uno dei problemi strutturali che va affrontato immediatamente in una città come Roma che rischia sempre più di ripiegarsi su se stessa".

[17-06-2014]

 
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