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Gasbarra scuote il Pd. "Regione e Comune devono sincronizzarsi con Palazzo Chigi"

Marino: "Io veloce come Renzi"

“Dopo il risultato di oggi, tutti, a partire da chi amministra la nostra città e la Regione, devono sincronizzarsi con il fuso orario di Palazzo Chigi". L’avviso viene da Enrico Gasbarra, neo parlamentare europeo ed ex segretario regionale del partito: e sembra proprio un ultimatum a Marino. Il Partito democratico chiede il pieno coinvolgimento nel governo del Campidoglio; il Sindaco finora ha cercato di tenersi alla larga dal partito col risultato però di fibrillazioni sempre più frequenti che si sono inevitabilmente riverberate sull’azione del Sindaco.

L’addio dell’assessore alla Cultura Flavia Barca, in bilico da settimane, è stato solo una tappa del cammino accidentato che ha già visto lasciare l’assessore al Bilancio Daniela Morgante, la cui politica del rigore è entrata in rotta di collisione con le idee e le priorità della maggioranza che sostiene il chirurgo. Marino ad ha assunto gli interim di Bilancio e Cultura, il totorimpasto dà per imminente anche le dimissioni della responsabile dei servizi sociali Rita Cutini. La straripante vittoria del partito a Roma, superiore anche al dato nazionale ha evitato al Sindaco  un referendum sul suo operato, ma è inevitabile che ora Matteo Renzi chieda il conto.

Marino - "Io sono veloce come Renzi - dice -, ma è la maggioranza a dover cambiare ritmo". "Il punto è che nelle ultime settimane l'assemblea capitolina si è riunita poche volte - spiega -. Il voto delle Europee ci dice che il ritmo deve cambiare, abbiamo un'occasione storica". Il primo cittadino affronta i temi del piano di rientro ("Stiamo lavorando giorno e notte, saremo pronti già il 15 giugno") e del nuovo assessore al Bilancio, Silvia Scozzese ("Credo che la prossima settimana riusciremo a formalizzare l'incarico"), ma viene incalzato soprattutto sul ventilato rimpasto di giunta. "Ad un anno dall'insediamento, i primi di luglio - spiega -, faremo una valutazione collegiale degli obiettivi raggiunti. Il partito condivide fortemente la mia visione. Sono più importanti gli obiettivi oppure chi siede in giunta?". E parlando proprio del Pd, Marino dice di far riferimento a quello con il quale «ho preso la tessera nel 2009. Per me era un grande fiume destinato a rivoluzionare il Paese, con la vocazione maggioritaria. Vanno escluse, come fossero un corpo estraneo, le correnti»

[29-05-2014]

 
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