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Caso Budroni, in aula la testimonianza di un Carabiniere

"Lui alz le mani in segno di resa, poi si accasciato sul sedile"




Questa conversazione tra un Carabiniere e la centrale operativa è stata oggi depositata agli atti ed ascoltata nell’aula del Tribunale di Piazzale Clodio, durante il processo che vede imputato per omicidio colposo con l’aggravante dell’evento l’agente Michele Paone.
La notte tra il 29 ed il 30 luglio del 2011 Paone, al termine di un inseguimento sul Gra ha sparato due colpi di pistola verso la Ford Focus del 40enne Bernardino Budroni, in fuga dopo una lite con l’ex ragazza che aveva chiamato la polizia. Budroni morì pochi minuti dopo esser stato colpito ad un fianco per le gravi ferite riportate. Le conversazioni audio sono state confermate in aula dal Carabiniere che era sulla gazzella e che insieme alle volanti della polizia ha partecipato all’inseguimento della Ford Focus di Budroni. Un'altra conversazione ascoltata in aula è quella in cui la centrale domanda se i colpi sparati dalla polizia potevano avere una traiettoria pericolosa per la gazzella dei Carabinieri.




Uno dei Carabinieri che partecipò all’inseguimento è stato oggi interrogato come testimone. Ha raccontato, una volta terminato l’inseguimento e sceso dall’auto,  di aver puntato la pistola verso Budroni. “Lui alzò le mani – ha detto il militare- in segno di resa, poi si è accasciato sul sedile”.

[21-03-2014]

 
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