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Ama, ecco il piano dei tagli

interventi sugli stipendi dei dirigenti, contratti di fornitura e polizze

Il decreto "salva Roma" ha erogato più di 300 milioni a Roma Capitale per poter rientrare del deficit del Campidoglio. Soldi che lo Stato comunque avrebbe dovuto ridare a Roma ma a rate. Con questo anticipo alla Capitale si richiede di preparere un piano di tagli per diminuire le spese. La scura si abbatterà sopratutto sugli sprechi e gli evasori. Questo è quel che promette il Comune e il management della società che si occupa della raccolta dei rifiuti nella Capitale, feudo per anni di amministratori delegati e dirigenti capaci. Capaci di intascarsi un sacco di soldi e di portare l’azienda in una crisi piuttosto profonda: 650 milioni il debito che AMA dovrà onorare alle banche. Come? Innanzitutto smascherando i furbi.

La Public Utilità del Comune incassa con la TARI 700 milioni di euro l’anno: un mucchio di soldi che però soffrirebbe un’emorragia di 12 milioni di euro. A tanto ammonterebbe l’evasione che i ragionieri dell’AMA avranno il compito di scovare. L’azienda, poi, interverrà nuovamente sugli stipendi dei dirigenti: il taglio, già avvenuto, del 5/10% a seconda dei ruoli, evidentemente non basta. Infine, verranno rivisitati i contratti di fornitura e di polizze assicurative. Il piano di rientro dell’AMA ha per il momento il placet di Sindacati e, soprattutto, delle banche e la buona notizia, per una volta, è che ai romani non verranno rimesse le mani in tasca: il sindaco ha assicurato che non ci sarà alcun aumento della tassa sui rifiuti.

[17-03-2014]

 
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