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La tratta delle schiave nigeriane costrette a prostituirsi

sgominata organizzazione criminale, 34 arresti

250 ragazze dai 18 ai 21 anni, tutte donne nigeriane, erano costrette a prostituirsi per ripagare un debito di 70.000 euro. Era questo il prezzo da pagare per raggiungere l’Italia ma una volta arrivate a Roma per ritrovare la libertà le giovani ragazze erano costrette a prostituirsi, fino a ripagare interamente il debito contratto con i loro aguzzini.
I Carabinieri del Ros e del Comando Provinciale di Roma hanno sgominato un sodalizio criminale di culto etnico radicato in Nigeria e diffuso in vari paesi europei tra cui anche l’Italia. Le donne venivano “reclutate” in Nigeria pagando alle famiglie 12.000 euro, poi venivano messe alla prova e subivano una violenza sessuale. Grazie a documenti falsi raggiungevano poi l’Italia.

Le indagini iniziate nel 2010 hanno messo in luce un sistema fatto di violenze e minacce per controllare il territorio e lo sfruttamento della prostituzione, soprattutto nei quartieri di Tor Bella Monaca e Casilino.
34 nigeriani sono stati arrestati con una lunga lista di capi d’accusa: da associazione di tipo mafioso e traffico internazionale di stupefacenti a tratta di essere umani, riduzione in schiavitù, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, sfruttamento della prostituzione e riciclaggio. I Carabinieri hanno sequestrato 3 appartamenti, un’attività commerciale, conti correnti e autovetture per un valore di due milioni di euro. L’organizzazione era attiva anche nell’importazione di cocaina e marijuana, che veniva rivenduta soprattutto a Roma ma anche in altre città italiane.






[05-02-2014]

 
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