Giornale di informazione di Roma - Domenica 25 settembre 2016
 
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Maltempo, ancora 48 ore di massima allerta

in calo i livelli del Tevere e dell'Aniene. Sulle strade romane sbucano nuovi "crateri"

La situazione metereologica va migliorando molto lentamente. Dopo 48 ore di massima allerta e di pioggia praticamente incessante, il Tevere inizia a sgonfiarsi. Ieri il livello massimo è stato registrato alle 20.15 quando la stazione di Ripetta aveva misurato un’altezza di 12,34 metri. Ma la situazione continuerà ad essere monitorata costantemente fino a tutto mercoledì prossimo. Per l’intero week end si sono susseguiti comunicati e misurazioni. Oltre settecento operatori sono scesi in campo tra personale e volontari della Protezione Civile, tecnici del servizio Giardini, del Dipartimento Lavori Pubblici, del personale dell’Ama e della polizia municipale. Ancora questa mattina i vigili del fuoco hanno controllato il territorio con oltre 40 squadre, nuclei e mezzi speciali come i mezzi anfibi, i nuclei gos, i nuclei sommozzatori, le sezioni operative per le alluvioni. Le situazioni più critiche nel quadrante nord della capitale: a Prima Porta abitazioni allagate e persone sfollate; a Fidene uno smottamento della collina in via Radicofani ha causato per alcune ore l’interruzione della linea ferroviaria Orte-Tiburtin, a Tor di Quinto e a Ponte Milvio strade interrotte per allagamenti; ieri un barcone adibito a magazzino si è sganciato dagli ormeggi e si è incagliato a ponte Sant’Angelo: quattro squadre dei vigili del fuoco sono intervenute per legare il galleggiante e metterlo in sicurezza. Ora a preoccupare è soprattutto la foce del fiume, a Ostia e a Fiumicino: la corrente sta trascinando con tutta la sua energia tronchi, rottami, buste di plastica. Una quantità impressionante di rifiuti raccolti dalle sponde occupate da insediamenti abusivi. A Ponte Marconi, dove il Tevere è esondato, l’accampamento di baracche ha traslocato a livello urbano, su via della Vasca navale decine di extracomunitari hanno montato una piccola tendopoli.

Ora l’emergenza sarà quella delle strade lesionate da voragini che hanno sbriciolato l’asfalto. Da nord a sud: tutte le zone di Roma sono bucate, trappole spesso nascoste dalle pozzanghere. Buche di tutte le dimensioni si sono aperte anche su tratti stradali rifatti da poco. Sembra una città bombardata disseminata da crateri.

[03-02-2014]

 
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