Giornale di informazione di Roma - Mercoledi 28 settembre 2016
 
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Scuola, i presidi scendono in piazza

"il governo ci taglia gli stipendi. Le responsabilitÓ ed il carico di lavoro aumenta"

I dirigenti scolastici non ci stanno e scendono in piazza contro i tagli allo stipendio e l’aumento delle loro responsabilità e competenze. Centinaia di presidi e dirigenti scolastici, arrivati da tutta Italia, si sono riuniti questa mattina in viale Trastevere di fronte alla sede del Ministero dell’Istruzione. Hanno occupato simbolicamente le scalinate del Ministero ed intonato cori contro il governo.

"Il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro": in nome dell'art. 36 della Costituzione una delegazione di cento persone dell'Associazione Nazionale Presidi. "Ottocento su ottomila presidi da tutta Italia - afferma Cianfriglia - sono venuti a Roma e ora qui a Montecitorio per far capire che siamo indispensabili per il Paese ma invisibili per il governo, abbiamo anche mandato lettere al premier Letta, al ministro dell'Istruzione Carrozza e a quello dell'Economia Saccomanni. I dirigenti scolastici hanno responsabilità di istruzione e formazione dei giovani, ma stanno subendo ingiustizie gravissime. Tre in particolare: la sottrazione di 16 milioni di euro maturati dai colleghi con il meccanismo delle retribuzioni di annualità, i 25 milioni previsti da un accordo con il ministero del 2010 per la perequazione interna e bloccare la sottrazione dei fondi da dirigenti scolastici di Campania e Basilicata. Il governo ora faccia sentire il suo impegno".

Anche nel Lazio lo scenario è allarmante per il presidente regionale Francesco Scopacasa: "Da vent'anni i fondi sono tagliati in maniera indiscriminata, non si fanno concorsi e graduatorie e la qualità è peggiorata nell'indifferenza e ignoranza della politica, noi costruiamo la società, se lasciamo asini i giovani, distruggiamo le basi della convivenza civile".

Tanti anche i rappresentanti dei dirigenti scolastici del Lazio e di Roma. Stesse richieste e stessi problemi anche per i presidi della nostra Regione. La molla che ha fatto scattare la protesta è stato l’ennesimo taglio alle retribuzioni dei dirigenti scolastici, di gran lunga inferiori rispetto ad altri dirigenti statali. A questo si aggiunge l’aumento del carico di lavoro, dovuto alle riduzioni di personale, e la crescita delle responsabilità.

[23-01-2014]

 
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