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Al Quirinale i capolavori ritrovati. 100 opere di inestimabile valore

recuperata una collezione di 23 urne funerarie etrusche

Ecco i capolavori ritrovati: opere dal valore inestimabile di civiltà scomparse o dipinti unici, realizzati da maestri di altre epoche. Al Quirinale sono stati raccolti 100 capolavori recuperati dai Carabinieri del Comando tutela patrimonio culturale dalle mani di collezionisti, contrabbandieri senza scrupoli o tombaroli.
Il Palazzo del Quirinale ospiterà fino al 16 marzo opere che vanno dal IV sec. A.C fino al 700’. Il ritrovamento più importante è la collezione di 23 urne funerarie etrusche, si tratta di capolavori assoluti, frutto di uno scavo clandestino a Perugia durante la costruzione di una palazzina.

I capolavori che compongono il percorso espositivo "vanno dal sesto secolo avanti Cristo sino alla fine del Settecento - ha spiegato il curatore Louis Godart- Sono oltre cento opere che dimostrano l'estrema fragilità del nostro patrimonio, dal momento che una parte dei nostri beni viene rubata e scompare irrimediabilmente". La mostra, che si articola in due sezioni, propone in particolare una serie di urne funerarie, provenienti da uno scavo effettuato in Umbria. Ad emergere è stato un mausoleo etrusco che apparteneva alla famiglia dei Cacni. "Questo recupero rappresenta una delle scoperte più straordinarie dell'etruscologia negli ultimi 50 anni. Per la prima volta -ha evidenziato Godart- è stato portato alla luce un intero mausoleo. Le urne vanno dall'inizio del terzo all'inizio del primo secolo avanti Cristo. Sulle urne sono rappresentate delle scene della mitologia greca. Compare, ad esempio, il sacrificio di Ifigenia"

Al Quirinale sarà possibile ammirare anche il Tesoro di Loreto che Marianna, regina di Spagna, aveva regalato al suo confessore e che è stato ritrovato pochi mesi dai Carabinieri a Campione d'Italia. Tra le opere recuperate anche la testa in marmo dell'Imperatore Tiberio del I sec. d.C., trafugata nel '71 ad Anacapri e recuperata a Londra nel 2011 dopo esser stata contraffatta per non esser riconosciuta dagli esperti e poi essere venduta ad un'asta. E poi ancora la Veduta del Pantheon di Paolo Panini, il Trittico della Vergine con bambino rubato e la Leda e il cigno di Lelio Orsi che stava per essere venduto per 1 milione di euro negli Stati Uniti. Tra i reperti ritrovati anche un’incredibile collezione d’armi di bronzo del V sec. a.C. appartenuta ad un guerriero dell’antica Grecia.

L’esposizione “La memoria ritrovata” aprirà al pubblico a partire dal 23 gennaio. L’ingresso è gratuito, eccetto la domenica in cui si paga 5 euro per visitare anche il Palazzo, mentre il lunedì i cancelli resteranno chiusi.
Le 100 opere in mostra, tutte recuperate da scavi clandestini, oggetto di furto in chiese e museo hanno ognuna una storia specifica, ogni recupero è il frutto di lunghe ed accurate indagini dei Carabinieri del Comando tutela patrimonio culturale. Purtroppo, però, anche se si riescono a recuperare opere da scavi clandestini, qualcosa viene comunque perduto.

"Purtroppo, -continua il curatore Godart-. sappiamo che se il mausoleo fosse stato scavato in modo rigoroso con gli strumenti degli archeologi, sarebbe stato possibile recuperare una quantità di informazioni infinite per storici ed archeologi". La rimozione delle urne a Perugia da parte di mani inesperte e gli irreparabili danni della ruspa che ha scavato illegalmente l'ipogeo ha irrimediabilmente compromesso analisi che avrebbero potuto fornire informazioni sulla vita e la società di una grande metropoli etrusca dell'Italia antica.

[21-01-2014]

 
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