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Bimbi ritrovati a Monti Livata, si indaga per abbandono di minore

il racconto di un soccorritore: "Hanno risposto ai richiami, erano abbracciati ed infreddoliti"

Un fascicolo di indagine, al momento senza ipotesi di reato e senza nomi di indagati, è stato aperta dalla Procura della Repubblica di Tivoli sulla vicenda dei due bambini che hanno trascorso una notte al freddo sul Monte Livata. L'iniziativa è del procuratore di Tivoli Luigi De Fichy che sta ora valutando la posizione di Alexia Canestrari, la madre di uno dei bambini che aveva portato con sè i piccoli. Intanto le indagini sono in pieno svolgimento, tanto è vero che i carabinieri, per disposizione del magistrato, hanno già raccolto le dichiarazioni della madre Alexia Canestrari e del padre dei due bambini Emanuele Tornabuoni. Ulteriori accertamenti saranno disposti dal Procuratore De Fichy, che si occupa personalmente della vicenda, quando gli sarà consegnato il rapporto degli investigatori

Intanto i due fratellini stanno migliorando ed hanno trascorso una notte tranquilla per i fratellini ritrovati ieri mattina sul monte Livata e ricoverati nei reparti pediatrici del Policlinico A. Gemelli. I bimbi banno dormito in una stanza di degenza in compagnia del papà e il maschietto anche insieme alla mamma.

"I bambini stanno bene, ma sono ancora molto spaventati". Ha detto il capitano della Compagnia dei carabinieri di Subiaco, Alessio Falzone che è andato a trovare i bambini di 4 e 5 anni rintracciati ieri mattina intorno alle 11 e messi in salvo dopo ore di ricerche e una notte passata al gelo in un riparo naturale tra i boschi di Campo dell'Osso, a Monte Livata, in provincia di Roma. Di loro e di Alexia Canestrari, 35 anni, madre di uno dei due piccoli, non si avevano più notizie dal pomeriggio di mercoledì, quando avevano deciso di fare una passeggiata tra i boschi di campo dell'osso, località sciistica di Monte Livata. Le ricerche hanno visto impegnati numerosi uomini tra Soccorso Alpino del Lazio, carabinieri, Corpo Forestale dello Stato, vigili del fuoco, volontari della protezione civile e guardia di finanza che per l'intera notte tra mercoledì e giovedì hanno svolto vaste battute nei boschi della stazione sciistica di Monte Livata. "Fisicamente stanno bene - ha aggiunto il capitano Falzone - la bambina mi ha salutato stringendomi la mano. Si vede che sono ancora molto scossi e spaventati".

Il racconto di un soccorritore - "Hanno risposto ai richiami, erano abbracciati e infreddoliti. -racconta Francesco Iacoella, uno dei Guardiaparco del Parco regionale dei monti Simbruini-. Il pensiero che due bambini cosi piccoli fossero abbandonati a loro stessi, al buio e al freddo pungente, ci rendeva sì nervosi ma ancora più determinati". "Li chiamavamo per nome - racconta Iacoella - e dopo un pò abbiamo sentito una vocina risponderci. È stato meraviglioso, tutta l'ansia e le paure accumulate nelle ore precedenti, sono di colpo svanite. Abbiamo tirato tutti un sospiro di sollievo. Temevamo il peggio - conclude il Guardiaparco dei Simbruini - invece, grazie a Dio, erano lì. Abbracciati, spaventati, infreddoliti, ma vivi".

[02-01-2014]

 
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