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Scoperto giro di corruzione al Tribunale civile di Ostia ed un centrale di contraffazione di marche da bollo

operazione della Polfer. 18 provvedimenti di custodia cautelare. 6 a Napoli, 12 a Roma

Le stampavano a Somma Vesuviana, in Provincia di Napoli, poi venivano vendute a Roma, nel Tribunale civile della Capitale. Si tratta di migliaia di marche da bollo dai tagli più piccoli fino a quelle da 1.000 euro, tutte contraffatte. La grande truffa all’Agenzia delle Entrate, che ammonta a circa 300.000 euro, è stata scoperta dagli uomini della Polfer durante un’indagine su presunte irregolarità al Tribunale di Ostia. Le indagini sono partite da un controllo su di un tassista abusivo nella zona di Termini che era riuscito a riottenere la patente grazie alle connivenze con alcuni giudici di Pace del Tribunale di Ostia. Qui la Polfer oltre ad aver smascherato un giro di corruzione, ha scoperto l’imponente giro di marche contraffatte. Dal Tribunale di Ostia le indagini sono arrivate fino alle stamperia in Provincia di Napoli dove sono state arrestate 6 persone, tutti napoletani, per associazione a delinquere finalizzata alla contraffazione.

"I provvedimenti di revoca e sospensioni delle patenti venivano con una sospetta celerità sospesi dal Giudice di Pace, spiega Domenico Ponziani, il direttore del compartimento Polfer Lazio. Abbiamo poi verificato che si trattava dello stesso Giudice. Da qui è partita la nostra indagine".

Altri 12 provvedimenti di custodia cautelare sono stati eseguiti a Roma, tra questi ci sono due giudici di Pace del Tribunale di Ostia, due cancellieri ed un noto avvocato romano di 43 anni accusati di corruzione in atti giudiziari, l’avvocato è anche accusato di associazione a delinquere finalizzata alla contraffazione e potrebbe essere l’uomo che faceva da tramite tra Napoli e Roma.

La polizia ferroviaria ha sequestrato 35.000 euro in contanti e tutto l’occorrente per stampare le marche contraffatte che venivano realizzate su carta originale, probabilmente rubata da una spedizione di un corriere.

"La conferma l'abbiamo avuto quando abbiamo fatto l'irruzione nella stamperia. -spiega Marco Napoli, vice questore aggiunto-. La carta su cui erano stampate le marche contraffatte era infatti originale, probabilmente rubata a qualche corriere".

[20-12-2013]

 
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