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Bilancio capitolino, scongiurato il default

su un possibile rimpasto di giunta il sindaco commenta. "Squadra che vince non si cambia"

Con l’approvazione del bilancio e l’incubo default scongiurato, Ignazio Marino può tirare un sospiro di sollievo e partire per New York, dove incontrerà il sindaco uscente Bloomberg, con maggiore tranquillità.

Per il momento, dunque, la giunta e la maggioranza tirano un sospiro di sollievo ma in realtà la vera e propria guerra sull’approvazione del bilancio ancora non è terminata. L’opposizione, che contesta la cancellazione a colpi d’accetta di migliaia di emendamenti, ha gia fatto partire il ricorso al TAR che, nel caso venisse accolto, porterebbe giunta e maggioranza sull’orlo di una crisi di nervi. Un orlo che Marino già ha ampiamente conosciuto con il rimpasto delle deleghe ai suoi assessori, tutti confermati dopo i rumors sul prepensionamento di molti esponenti della Giunta vicini al sindaco per accontentare una maggioranza mai domata, sempre irrequieta, e con la lingua tagliente: il consigliere di maggioranza Magi, a ridosso dell’approvazione, parlava di questione chiusa grazie a “oboli” di cui però non si conosce l’entità, circostanza nettamente smentita da Marino. Ma al di là delle sfrecciatine, è chiaro che gli alleati del sindaco in aula Giulio Cesare premono per rimescolare le carte in giunta. Secondo i bookmakers del Campidoglio, a bilancio approvato e panettone digerito, Marino procederà al primo “rimpasto” di governo facendo saltare due, forse tre teste: quella di Rita Cutini, titolare delle Politiche Sociali, Flavia Barca, cultura, ma soprattutto Daniela Morgante, assessore al Bilancio con notevoli problemi di peso: politico, ovviamente, soprattutto dopo questa travagliata approvazione. Marino ha smentito nettamente. "Squadra che vince non si cambia", ha detto

[09-12-2013]

 
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