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Inchiesta incidente Colombo sulle cause della morte di Gianni Danieli

sequestrati gli atti che ripercorrono la storia del pino crollato

L’inchiesta per omicidio colposo per far luce sulla more di Gianni Danieli va avanti: i vigili urbani hanno sequestrato nell’Ufficio Giardini del Comune gli atti che ripercorrono la storia del pino marittimo che domenica è crollato sulla Cristoforo Colombo uccidendo il 41enne fisioterapista mentre a bordo della sua moto rientrava a casa.
La Procura mira ad accertare se i controlli di routine sull’albero siano stati effettuati regolarmente: secondo una relazione della Polizia Municipale l’ultimo controllo risaliva addirittura al 2009, pochi giorni dopo la morte del dermatologo Daniele Innocenzi, ucciso anche lui da un ramo caduto improvvisamente. La data dell’ultimo controllo, ovvero 2009, è confermata anche dall’Assessore all’Ambiente del Municipio Marco Belmonte.

Intanto l’avvocato della famiglia di Gianni Danieli, dopo ricerche effettuate su googlemap, ha dimostrato che da almeno 13 mesi il tirante che avrebbe dovuto tenere l’albero era arrotolato ad un cartellone pubblicitario invece di essere fissato ad un altro albero subito dietro al pino caduto. Da tempo quel tirante era malmesso e la Procura vuole capire se alla Polizia municipale o all’ufficio di competenza erano già arrivate segnalazioni da parte di automobilisti per intervenire.
La Procura ha anche incaricato un pool di esperti per far luce sulle cause dell’incidente: un agronomo dovrà stabilire le condizioni delle radici dell’albero ed un colonnello dell’aeronautica ricostruirà le condizioni meteo di quella giornata, mentre un ingegnere meccanica. Intanto dal Campidoglio si sono affrettati a controllare tutti i pini della Colombo, i rami pericolanti sono stati messi in sicurezza.

 
 

[05-12-2013]

 
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