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Processo Budroni, sentiti in aula i poliziotti che hanno partecipato all'inseguimento

prossima udienza il 21 febbraio. Accolta la richiesta dell'associazione a Buon Diritto di costituirsi parte civile

Non ricorda il momento in cui l’agente Paone ha tirato fuori la pistola ma ha sentito lo sparo. Ha spiegato che né dalla sala operativa né da alcun superiore, è arrivato l'ordine di sparare. E’ la ricostruzione del capo pattuglia Marco Stabile che era alla guida della volante 10 da cui sono partiti i due colpi di pistola che hanno ucciso Dino Budroni, all’alba del 30 luglio del 2011.

Nell’aula 22 del Tribunale di Roma si è svolta la seconda udienza del processo che vede imputato Michele Paone per omicidio colposo con l’aggravante della previsione dell’evento. In aula oggi sono stati ascoltati, oltre a Stabile, anche l’ispettore Massimiliano Cascio che era sulla vettura Beta Como e Stefano Ranno, che era affianco a Cascio sempre sulla Beta Como. I tre poliziotti hanno ricostruito gli attimi che hanno preceduto e seguito gli spari ed hanno raccontato di come Paone abbia detto loro successivamente di aver sparato per cercare di fermare la Ford Focus. I tre in aula descritto l’accerchiamento dell’auto di Dino Budroni. “Procedeva a velocità molto elevata” e “spesso effettuava manovre repentine”, hanno raccontato i poliziotti. L’auto in fuga sul grande raccordo anulare, prima dell’uscita Nomentana, viene inseguita dalla Beta Como, la Volante 10 e da una gazzella dei Carabinieri. Le ultime fasi dell’inseguimento durano pochi minuti: le tre vetture accerchiano il 40enne Budroni, la sua Focus viene colpita nel posteriore dalla Beta Como. Sbanda e si riduce notevolmente la sua velocità. A questo punto la gazzella dei Carabinieri si posiziona davanti all’auto di Budroni, ed è in questo momento che sarebbero partiti i due spari esplosi dalla pistola d’ordinanza dell’agente Paone, che è ancora in auto con il finestrino abbassato. Il secondo colpo penetra nel fianco di Budroni lesionando organi vitali. Gli agenti raccontano di averlo trovato riverso sul lato destro, in parte sdraiato sul sedile del passeggero con una evidente ferita sul fianco.

Sono state ricostruite anche le distinte fasi del ritrovamento nell’auto di Budroni di una pistola scacciacani, una piccozza ed un coltello. Armi che sono state refertate solo in un secondo momento dagli agenti. Il Giudice, oltre ad aver ascoltato i testi, ha accolto la richiesta dell’associazione “A Buon diritto" di Costituirsi parte Civile. La prossima udienza è prevista per il 21 febbraio.
 
 

[18-11-2013]

 
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