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Tarquinia, rinvenuti nuovi reperti nell'area di scavo di Gravisca

dal santuario dedicato a Demetra emergono due statuette femminili in bronzo del V-IV secolo a.C.

Dagli anni '70 l'area archeologica di Gravisca, al porto Clementino, a Tarquinia Lido, regala preziose sorprese. Il professor Mario Torelli, luminare dell'archeologia etrusca, sin dalla fine degli anni '60 lavora in questi luoghi che hanno portato alla luce decine e decine di tesori etruschi e greci. L'ultima scoperta risalente a qualche giorno fa è stata fatta durante l'annuale campagna di scavo condotta dal prof. Lucio Fiorini (ex collaboratore di Torelli) dell’Università degli Studi di Perugia, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale.

Sono state rinvenute all’interno del sacello dedicato a Demetra due straordinarie statuette femminili in bronzo di offerente, un thymiaterion, pure in bronzo, e il coperchio di una pisside in avorio con la raffigurazione di una sirena. Le due statuette si datano al V e al IV secolo a.C.. I manufatti raccontano gli ultimi drammatici momenti della vita del santuario emporico nel 281 a.C., quando, temendo per l’imminente arrivo dell’esercito romano, gli ultimi devoti seppellirono, per proteggerli dalla distruzione, tutti gli ex-voto più preziosi, salvaguardando la memoria della secolare devozione che aveva fino ad allora animato l’area sacra di Gravisca.


[30-09-2013]

 
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